Protagonisti del mese, Scelte del mese

26 novembre 2012 | 10:13

Non mi do per vinta

I finanziamenti ai giornali che vivono di contributi pubblici sono stati diminuiti del 90%. “Ora facciamo fatica ad arrivare a 120 milioni”, dice Caterina Bagnardi, presidente della cooperativa che edita Taranto Buonasera e della Federazione italiana liberi editori. Che punta a “costruire una piattaforma unitaria nelle battaglie per la nuova legge di riforma dell’editoria”.

Quella dei giornali che godono del contributo diretto dello Stato è una marcia verso la terra promessa che sembra non finire mai, a meno che non finisca semplicemente male. Infatti se qualcuno avesse ingenuamente pensato di avercela fatta trascorsi i cinque anni canonici necessari per entrare nel gruppo ristretto degli aventi diritto – una norma perversa, contro ogni logica di sostegno alle startup, modificata di recente solo limitando l’attesa a tre anni – da un paio d’anni a questa parte i governi, Berlusconi prima, Monti poi, si accaniscono su quella misera fettina di bilancio per risparmiare, arrivando a uno stanziamento per il 2012 che forse con fatica si dovrebbe riuscire a portare a 120 milioni, emanando norme e regolamenti sempre più restrittivi e, per non farsi mancare niente, retroattivi.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 433 – Novembre 2012