Cambiare dovevamo cambiare

Il nuovo Messaggero, che ha voluto cambiare volto senza perdere l’identità , è una scommessa vitale per il gruppo editoriale Caltagirone, che conferma di voler insistere nel business della carta e, con la grande presentazione romana, di non perdere il gusto per il potere.

C’era tutto il gotha (e il gothino) possibile e immaginabile alla presentazione romana del nuovo Messaggero, alle sette del pomeriggio di un insolitamente torrido 8 novembre al Palazzo delle esposizioni (e con tanto di replica meneghina il 20 dello stesso mese): dal presidente del Consiglio Mario Monti a quello del Senato Renato Schifani, da attori (Carlo Verdone, Enrico Brignano, Christian De Sica and Co.) a giornalisti (Carlo Rossella, Giulio Anselmi, Pasquale Cascella, Barbara Palombelli e consorte), da rappresentanti del mondo dell’economia e della finanza (Diego Della Valle, Luigi Abete, Vittorio Merloni) ad alti prelati (Rino Fisichella e Walter Inserro), e via cantando tutti in coro in una messa solenne e necessaria in tempi di crisi buia.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 433 – Novembre 2012

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