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26 novembre 2012 | 10:07

Un investimento sul futuro

Sta dando buoni risultati il lavoro intrapreso nel 2011 per traghettare su Internet e sui nuovi mezzi digitali (smartphone e tablet) il patromonio di conoscenza dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, l’editore della Treccani. Franco Tatò, amministratore delegato della società , traccia un primo bilancio dell’iniziativa. “In un anno e mezzo”, afferma Tatò, “abbiamo quintuplicato il numero di visitatori sul sito, passati da 20mila ad oltre 100mila al giorno”.
“Abbiamo cominciato nel marzo 2011″, racconta Tatò, “mettendo on line circa 300mila lemmi, con schede, immagini e collegamenti; entro la fine dell’anno arriveremo a 800mila. A questo punto se gli italiani vogliono avere un’informazione attendibile, certificata da un’organizzazione con un elevato standard di qualità , devono consultare Treccani.it”.
Nel sito viene messo a disposizione di tutti, gratuitamente, il sapere accumulato negli anni dall’Istituto. “La nostra è un’opera di diffusione della conoscenza, di democratizzazione della cultura”, prosegue Tatò. “Ed è anche un investimento sul futuro, sulle nuove generazioni”.
Oltre al portale Treccani.it, un tassello importante della strategia digitale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana è costituito dalle applicazioni per iPhone e iPad e dagli e-book, questi ultimi acquistabili anche su Amazon. Si va dalle versioni digitali del Dizionario dei sinonimi e dei contrari e del Vocabolario della lingua italiana ad applicazioni più rilassanti come il gioco dell’impiccato, i cruciverba e i rebus.
Su un giro d’affari nell’ordine dei 50 milioni di euro all’anno, il digitale rappresenta però ancora una piccola parte. “Vista la forte crescita dei visitatori sul portale”, afferma Tatò, “penso comunque che i ricavi pubblicitari aumenteranno”. Lo stesso vale per le applicazioni: “Alcune delle nostre app riscuotono un notevole successo, e questo è importante dal punto di vista della comunicazione, per far conoscere il marchio Treccani a un pubblico nuovo”.
Il grosso dei ricavi dell’Istituto arriva da opere su carta di altissimo artigianato, come l’edizione di lusso dell’Encliclopedia, i facsimile, i codici miniati. Prodotti che costano decine di migliaia di euro, e che si rivolgono a un pubblico di nicchia, maturo e agiato. “Ora”, prosegue Tatò, “vogliamo farci conoscere anche dai giovani, che hanno meno disponibilità  economiche. Ma il giovane di oggi che compra un’app da pochi euro, domani, quando sarà  cresciuto e avrà  fatto carriera, potrà  acquistare anche una nostra opera di pregio”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 433 – novembre 2012