Scelte del mese, Servizio di copertina

26 novembre 2012 | 10:14

Cosa ne facciamo di questi giovani?

I giovani? Basta con questa storia degli sfaticati e dei parassiti. Lo dice Alessandro Benetton, presidente del gruppo Benetton, che per rilanciare il marchio ha preso in mano anche la comunicazione dell’azienda rinverdendo la tradizione delle grandi campagne a forte contenuto sociale e centrandole su disoccupazione e altri pressanti problemi dei giovani.
“Non è possibile che si riduca il problema della disoccupazione giovanile dicendo che i giovani sono degli sfaticati che approfittano di una situazione famigliare o sociale. Per quanto ci riguarda, a parte promuovere l’occupazione giovanile, pensiamo sia importante aiutare il grande pubblico a diventare più consapevole che il tema delle nuove generazioni è centrale per lo sviluppo della nostra società ”, spiega il presidente del gruppo di Ponzano Veneto. “Le nostre due ultime campagne che chiamo della Benetton 2.0 – ‘Unhate’ contro la cultura dell’odio, a cui è legata l’omonima fondazione, e ‘Unemployee of the year’, per affermare la fiducia nella creatività  dei giovani – avevano questo scopo. Ma la verità  è che abbiamo potuto promuovere queste iniziative – che hanno avuto una notevole eco – perché ci chiamavamo Benetton e potevamo vantare una tradizione di comunicazione sociale”.
Alessando Benetton ha anche rivitalizzato l’attività  di Fabrica, la palestra cultural creativa formativa del gruppo, dove sono entrati il designer e urbanista Dan Hill come amministratore delegato e Paul Thompson, rettore del Royal College of Art, come presidente del neonato Advisory Board. “Quando, nel 1994, mio padre Luciano ha pensato e voluto Fabrica, il contesto era diverso ma alla base c’era una notevole intuizione per un imprenditore: la comunicazione poteva fare la differenza”, sostiene Alessandro Benetton. “Oggi, malgrado un mercato infiacchito e aspro, se il marchio Benetton esiste in tutto il mondo, magari un poco impolverato ma pur sempre conosciuto e rispettato, ciò è dovuto certamente alla nostra capacità  di fare sviluppo commerciale, ma anche al nostro modo di fare comunicazione”.
“A Fabrica adesso dovremo compiere un importante passo in avanti sul digitale”, dice ancora il presidente del gruppo Benetton, che oggi investe sull’on line il 60% della spesa in comunicazione di circa 60 milioni all’anno.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 433 – novembre 2012