Editoria

26 novembre 2012 | 12:38

DDL SALLUSTI: FIEG-FNSI AL PARLAMENTO,RITIRATE LA LEGGE

PD, APPELLO VA RACCOLTO. PDL, TESTO E’ MIGLIORE DI NORME ATTUALI

(ANSA) – ROMA, 25 NOV – Il Parlamento ritiri il ddl sulla diffamazione: è l’”appello estremo” lanciato da editori e giornalisti contro il testo, nato per evitare il carcere al direttore del Giornale Alessandro Sallusti. E’ “una pessima legge che introduce norme assurde: le ragioni della protesta e la richiesta di ritiro sono condivise da Fieg e Fnsi”, recita l’appello, che sarà  pubblicato domani. Giornata decisiva, visto che il Senato riprende l’esame del testo e scadono i 30 giorni di sospensione della pena a 14 mesi di reclusione per Sallusti. Se Pd e Idv sono favorevoli al ritiro, il Pdl con il relatore Filippo Berselli difende la legge. E il ministro della Giustizia Paola Severino non ritiene “così impossibile da realizzare” una mediazione che preveda sanzioni solo pecuniarie per il giornalisti e il potenziamento dell’obbligo di rettifica. Il disegno di legge, sottolineano Fieg e Fnsi, introduce “limitazioni ingiustificate al diritto di cronaca e sanzioni sproporzionate e inique a carico dei giornalisti con condizionamenti sull’attività  delle libere imprese editoriali, senza peraltro che siano introdotte regole efficaci di riparazione della dignità  delle persone per eventuali errori o scorrettezze dell’informazione”. Il testo, insistono editori e giornalisti, “non riesce a bilanciare il diritto dei cittadini all’onorabilità  e il diritto-dovere dell’informazione a cercare e proporre, con lealtà , verità  di interesse pubblico, come viene chiesto al giornalista professionale. Le norme proposte, inoltre, come ha rilevato il Governo – che ha espresso parere tecnico contrario – sollevano dubbi di incostituzionalità  e di incoerenza con l’articolo 110 del Codice Penale, nonché con l’articolo 57 relativo ai reati a mezzo stampa”. Passata la norma ‘salva-direttori’ – che prevede la multa (da 5 mila a 50 mila euro) per il direttore ‘che abbia partecipato alla commissione del reato’, mentre resta il carcere fino a un anno per il giornalista – con il ‘si’ di Pdl, Lega, e Coesione Nazionale, domani si riparte in Aula con il voto sull’articolo 1 nel suo complesso. Il Pd, che ha chiesto lo scrutinio segreto, si dice favorevole ad accantonare il testo, divenuto “un obbrobrio. A questo punto non rimane che battersi per il ritiro del provvedimento. Ovviamente, se non accadrà , faremo di tutto per farlo cadere con il voto”, sottolinea Vincenzo Vita. Auspicio condiviso da Sandra Zampa e dal capogruppo Idv Felice Belisario: “Il provvedimento sulla diffamazione è ormai un testo Frankenstein che va immediatamente ritirato”. Il relatore Filippo Berselli del Pdl è convinto invece che il testo rappresenti “una normativa migliore di quella in vigore”: in particolare, ribadisce, il ddl prevede la reclusione (fino a un anno) come sanzione alternativa alla multa (e non più cumulativamente multa e reclusione da uno a sei anni) per la diffamazione a mezzo stampa con attribuzione di un fatto determinato. Insomma, conclude, “la protesta è frutto di disinformazione o di malafede”. (ANSA).