Editoria

27 novembre 2012 | 9:54

Editoria/Manifesto, Rangeri: addio Rossanda un macigno sul futuro

Roma, 26 nov. (TMNews) – L’addio di Rossana Rossanda al Manifesto piomba “come un macigno sul presente del giornale”: lo scrive il direttore del ‘manifesto’ Norma Rangeri nell’editoriale domani in pagina, auspicando un “ripensamento”.
“Care compagne e cari compagni, care lettrici e cari lettori, molti di voi già  sanno della decisione presa da Rossana Rossanda.
La decisione – di non scrivere più su queste pagine – ci colpisce e ci addolora. Per mille e una ragione. Perciò speriamo in un ripensamento, perché sappiamo che il suo contributo intellettuale è importante per noi, per la sinistra italiana, per il Paese. Il tempo del confronto non è scaduto. Se abbiamo discusso poco sul domani del giornale discutiamone ancora, impegniamoci ancora di più, nei prossimi giorni e settimane che restano”.
“La sua scelta piomba come un macigno sul presente del giornale, in uno dei momenti più difficili della sua travagliata storia. E viene dopo mesi e mesi di discussioni, spesso laceranti”.
Discussioni, prosegue Rangeri, esercitate “in totale libertà , senza censure, senza limiti di spazio, senza limiti di tempo”, motivo per cui “non condividiamo la critica sull’indisponibilità  al dialogo: è ingenerosa e ingiusta. La verità  è un’altra: esistono appunto idee diverse su cosa deve essere il manifesto”.
“Ora che si sta per decidere il futuro del giornale, chi dovrà  gestirlo, chi dovrà  guidarlo, in una parola come dovrà  essere il nuovo manifesto, ecco che le diversità  di linea si trasformano in rottura delle relazioni, anche umane, in separazioni traumatiche”, prosegue Rangeri. Ma “non molliamo, non ci arrendiamo. Il dibattito, la libertà  delle idee e la diversità  di opinione, sono il nostro patrimonio nel quale continuiamo a credere. Lo ripeto: il tempo del confronto non è scaduto”.
“Ci rendiamo conto però che se le rotture non verranno ricomposte (non dipende solo da noi) peseranno molto sulle sorti del giornale e su chi da anni, da decenni, lavora al manifesto” conclude l’editoriale. “Comunque ogni lettrice, ogni lettore che ci ha seguito in questa ultima fase, ha la possibilità  di dire ciò che pensa di questa situazione. Perchè il giornale e il sito continuano a uscire. Fino alla scadenza prevista dall’amministrazione controllata. Poi sarà  un’altra storia”.