Comunicazione, Editoria

27 novembre 2012 | 16:25

Gb/Scandalo intercettazioni, giovedì sentenza Commissione Leveson

Londra, 27 nov. (TMNews) – La Commissione Leveson, incaricata di indagare sullo scandalo delle intercettazioni illegali che ha coinvolto numerose testate britanniche, renderà  pubbliche giovedì le raccomandazioni per le nuove linee guida della deontologia giornalistica.
In otto mesi di udienze davanti al giudice Brian Leveson – uno dei candidati a “Lord Chief Justice”, massima carica della magistratura britannica – sono passati numerosi editori come il magnate australiano Rupert Murdoch, e star dello sport e dello spettacolo, le vittime principali delle intercettazioni illegali che hanno dato vita allo scandalo.
Sul banco degli imputati si è ritrovata la stampa britannica, in primo luogo le pratiche “aggressive” quando non illegali utilizzate dai tabloid come il News of the World di Murdoch – costretto a chiudere i battenti – per ottenere notizie; ma col passare dei mesi i riflettori si sono spostati anche sulla classe politica – con in testa il premier David Cameron – spesso legata a doppio filo ai proprietari dei media.
A temere maggiormente la sentenza è tuttavia la stampa, attualmente retta da un codice di autoregolamentazione che potrebbe invece essere sostituito da delle nuove linee guida assai più stringenti: in particolar modo saranno i tabloid – che rappresentano i due terzi delle vendite – a soffrire di più un eventuale giro di vite.
Sta di fatto però che a decidere sull’applicazione delle raccomandazioni della Commissione sarà  lo stesso Cameron, allo stesso tempo giudice e parte in causa: senza contare che, come riporta il quotidiano The Independent, se Leveson venisse promosso la seconda parte dell’inchiesta potrebbe essere riassegnata ad un altro giudice o addirittura archiviata.
La seconda parte riguarda proprio “chi ha fatto cosa a chi”, nelle parole dello stesso Leveson, ed è previsto che abbia inizio solo dopo il termine dei procedimenti legali in corso, non prima del 2014: Downing Street – già  tentata secondo gli analisti di cestinare le raccomandazioni in cambio dell’appoggio della stampa in chiave elettorale – potrebbe decidere che le sentenze dei tribunali esauriscano la questione delle responsabilità , mettendo definitivamente la parola fine al lavoro della Commissione.