Comunicazione, Editoria

27 novembre 2012 | 16:31

Diffamazione/ Penalisti Milano: A Sallusti privilegi non chiesti

Milano, 27 nov. (TMNews) – Per la Camera penale di Milano al direttore del Giornale Alessandro Sallusti è stato riservato un trattamento di favore, non richiesto, che lede il principio di uguaglianza di fronte alla legge. “In ogni aula di giustizia dei Tribunale d’Italia – scrivono i penalisti in una nota – vi è scritta la frase ‘La giustizia è uguale per tutti’. A ciò deve tendere l’amministrazione della Giustizia e, nel tentativo di affermare questo principio, anche noi avvocati ogni giorno portiamo nelle aule il nostro impegno. Purtroppo accade anche che tali tentativi siano a volte frustrati da diseguaglianze di trattamento cui il sistema non è esente nei confronti di alcuni imputati. Succede così, a proposito degli effetti negativi della eccessiva esposizione mediatica di alcune vicende processuali, che tale diseguaglianze vengano all’attenzione dell’opinione pubblica con maggiore evidenza. E’ avvenuto così per il trattamento riservato al giornalista Sallusti”.
Il suo caso, proseguono i penalisti milanesi, “è la dimostrazione di quale binario differenziato venga adottato talvolta, e sempre in favore di chi ha una posizione privilegiata, in evidente contrasto per quella scritta che dovrebbe essere lo scopo cui il governo della Giustizia deve tendere. La Procura di Milano, a fronte della espressa dichiarazione del giornalista Sallusti, fatta pervenire nel termine di 30 giorni, di non voler richiedere alcuna delle misure alternative alla detenzione previste dall’ordinamento, decorso il termine di legge, ha emesso una ulteriore e seconda sospensione dell’ordine di carcerazione con richiesta di applicazione della cosiddetta ‘svuota carceri’. Ciò sulla base di un articolato e raffinato ragionamento sulla differenza di presupposti necessari per i trattamenti previsti dall’Ordinamento penitenziario (ovvero l’adesione e la condivisione del percorso trattamentale) e di quelli, più stringati, richiesti per la applicazione della detenzione domiciliare prevista dalla legge 199/2012″.