Editoria

28 novembre 2012 | 10:34

WIKILEAKS: MANNING ALLA SBARRA DUE ANNI DOPO CABLEGATE

DEPOSIZIONE SOLDATO IN SETTIMANA, PRIMA VOLTA DA ARRESTO

(di Alessandra Baldini) (ANSA) – NEW YORK, 27 NOV – Due anni dopo il Cablegate e dopo 30 mesi di detenzione, il soldato sospettato di essere all’origine della più grande fuga di segreti di stato nella storia degli Usa potrà  parlare in pubblico per la prima volta dal giorno dell’arresto. Bradley Manning è sospettato di essere la ‘talpa’ di Wikileaks mentre lavorava come analista di intelligence a Baghdad. 24 anni, dell’Oklahoma, rischia l’ergastolo se riconosciuto colpevole di aiuto al nemico, il più grave dei 22 capi di imputazione nei suoi confronti. Manning era finito dietro le sbarre in Iraq nel maggio 2010: la sua deposizione, prevista inizialmente oggi ma slittata a domani, sarà  seguita con attenzione dai molti sostenitori che lo considerano un eroe e i detrattori per cui è un traditore. Sarà  un momento indicativo, ha detto Jeff Paterson del Bradley Manning Support Group: “Finora lo abbiamo sentito solo attraverso la famiglia e i suoi legali. Ascoltarlo personalmente ci permetterà  di capire meglio la sua personalita”. L’udienza preliminare a Fort Meade, poco lontano da Baltimora, dovrebbe durare fino a domenica. Fuori dalla base, sotto una pioggia ghiacciata, un piccolo gruppo di manifestanti ha alzato striscioni di protesta. Oggetto del dibattito è una mozione presentata dalla difesa secondo cui Manning è stato sottoposto a “punizioni illegali prima del processo” durante i mesi in cui è stato rinchiuso in una microscopica cella della prigione militare di Quantico in Virginia e costretto per giorni a dormire nudo. I legali del soldato chiedono l’archiviazione delle accuse nei suoi confronti. In alternativa, un massiccio sconto di pena per le sofferenze già  patite in carcere in condizioni “equivalenti all’isolamento”. A questo scopo la difesa ha chiamato a deporre alcuni ‘pezzi da novanta’ di Quantico tra cui comandanti, esperti di salute mentale della base oltre allo stesso Manning. Il processo davanti alla Corte Marziale comincerà  il 4 febbraio. Manning è stato rinchiuso a Quantico dal 29 luglio 2010 al 20 aprile 2011; i mesi passati in isolamento sono diventati una causa celebre internazionale e numerose organizzazioni, intellettuali e politici hanno accusato le autorità  militari di trattamenti equivalenti alla tortura. Per Manning si erano schierati anche Amnesty international e il responsabile Onu sulla tortura che aveva definito il trattamento subito dal detenuto “crudele, disumano e degradante”. Negli Usa aveva sposato la causa del soldato anche il portavoce del Dipartimento di Stato PJ Crowley che si era dimesso per protesta.(ANSA)