Editoria, Televisione

30 novembre 2012 | 10:44

RAI: ASSOCIAZIONI, NOMINE DIMOSTRANO CHE NULLA E’ CAMBIATO

(ANSA) – ROMA, 29 NOV – “Non è cambiato nulla, vien da dire
guardando il ‘pacchetto’ di nomine varato dal vertice Rai. Da
questa dirigenza Rai ci aspettavamo il segnale annunciato dal Dg
Gubitosi e dalla Presidente Tarantola: un metodo nuovo che
rispondesse alle esigenze di cambiamento che tanti cittadini
esprimono. Nulla da fare, per ora. Ma la credibilità  del
servizio pubblico così non si risolleva”. E’ quanto si legge
in una nota di Libera, Libertà  e Giustizia, Comitato per il
diritto di informazione, associazioni che hanno indicato
Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo nel cda Rai.
“Soprattutto non è cambiato il modo di scegliere i
candidati – prosegue la nota -: che fine hanno fatto le promesse
di chiedere ed esaminare i “curricula” dei candidati ai
vertici di importanti reti e testate come Tg1, Rai1, Rai2 e
Rai3? Non ne abbiamo visto traccia. Abbiamo invece assistito
alle solite pressioni esterne di uomini politici della vecchia
maggioranza di governo e di lobby nuove o collaudate in altre
epoche, al punto che lo stesso Direttore Generale ha dovuto far
capire che le scelte spettavano all’azienda in una intervista a
‘La Repubblica’ della scorsa settimana. Davvero le sue scelte
sono state poi libere e indipendenti? A vedere in particolare la
girandola di nomi lanciati nella mischia per il Tg1 e poi
scartati senza motivazioni professionali, sembra di no”.
“Che fine ha fatto la promessa del DG di dare finalmente
spazio ai temi sociali oscurati, alla lotta alle mafie come ai
problemi della pace nel mondo? Come cittadini preoccupati per la
condizione del servizio pubblico radiotelevisivo, e come
associazioni corresponsabili della nomina di due nuovi esponenti
del nuovo CdA della Rai, avevamo chiesto agli amministratori
espressi dal “governo dei tecnici” un segnale forte di
discontinuità  con il passato. Ma, al di là  delle valutazioni e
del giudizio sulle persone, non ne vediamo alcuno. Né abbiamo
visto alcuna volontà  di procedere al reintegro di quanti sono
stati esclusi per ragioni estranee al merito e all’impegno
professionale, così da chiudere finalmente la troppo lunga
stagione delle omissioni, delle espulsioni, delle liste di
proscrizione”.