Editoria/ La crisi tocca Der Spiegel, annunciati tagli personale

Roma, 29 nov. (TMNews) – Dopo la chiusura del Financial Times Deutschland, che terminerà  le sue pubblicazioni a dicembre, e lo stato d’insolvenza della Frankfurter Rundschau, la crisi dell’editoria in Germania è arrivata anche nelle stanze del potente settimanale Der Spiegel.
L’amministratore del giornale del gruppo Springer, Ove Saffe, ieri pomeriggio durante l’incontro con i collaboratori ha annunciato che il “rinnovo” del gruppo non sarà  possibile senza un taglio del personale, scrive Die Welt, che titola: “La crisi ha raggiunto lo Spiegel”, con un gioco di parole in cui ‘Spiegel’ sta a indicare anche il “livello”.
Tagli finora hanno riguardato le testate-“figlie” dello Spiegel, il mensile Manager magazine o la Spiegel-tv. L’annuncio di un taglio al settimanale di Amburgo è una vera novità , per molti finora impensabile.
Tuttavia, lo sviluppo economico del gruppo non lascia altra scelta ai dirigenti: il fatturato del 2012 è sceso a 307 milioni di euro, al livello del 2003. I guadagni sono crollati del 30%.
Nonostante i problemi economici dello Spiegel, non dovrebbero esserci licenziamenti “forzati” dell’azienda, ha scritto die Welt.
L’amministratore Saffe ha previsto un calo di guadagni del 25% per il 2013 e non ha escluso una diminuzione delle vendite.
L’annuncio di un “rilancio” del gruppo Spiegel non è altro che un nuovo preoccupante segnale della crisi dell’editoria tedesca.
Il Financial Times Deutschland, nato nel 2000, cesserà  le pubblicazioni la settimana prossima forse perchè non ha mai guadagnato un centesimo – secondo la Welt – mentre l’insolvenza della Frankfurter Rundschau è forse legata al fatto che il quotidiano di Francoforte soffriva già  negli Anni Novanta della perdita di lettori progressisti, a vantaggio della Sueddeutsche Zeitung e della Taz, in seguito a un rifiuto di modernizzarsi.

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