Editoria

30 novembre 2012 | 14:48

Sallusti: Rifiuto arresti domiciliari, mi mandino in carcere

Milano, 30 nov. (TMNews) – “Rifiuto la sentenza ma, come cittadino italiano, ne prendo atto e chiedo di essere mandato in carcere”. Lo ha detto il direttore del Giornale Alessandro Sallusti in conferenza stampa. “Non voglio sotrrarmi alla pena, chiedo a Bruti Liberati di applicare la pena che mi è stata erogata”.
“Non ho nessuna intenzione di ribellarmi alla sentenza ed evitare 14 mesi di carcere – ha detto Sallusti – tanto è vero che sono trascorsi 60 giorni e non sono evaso, non mi sono allontanato, ma ho aspettato con pazienza e sofferenza la conclusione di questa vicenda”.
Secondo il direttore del Giornale “il procuratore della Repubblica di Milano si è vergognato di eseguire questa sentenza perché, con un’alchimia molto pretestuosa e molto discutibile, l’ha trasformata da carcere ad arresti domiciliari. Io – ha aggiunto – non ho intenzione di andare agli arresti domiciliari perché mi adeguo al giudizio della Procura della repubblica di Milano, la Camera penale, che hanno ritenuto che Bruti Liberati mi stesse facendo un favore. Perché ci sono seimila detenuti in Italia nella mie stesse condizioni e che avrebbero diritto ai domiciliari e che invece sono trattati in modo diverso. Mi rifiuto di essere arruolato in una casta”.
“Se io accettassi un privilegio – ha spiegato Sallusti – sarebbe la mia morte professionale e trascinerei anche il Giornale in una perdita di autorevolezza”.
“Mai nella vita vorrei fare il martire né mai vorrei andare in carcere, ma ho un minimo di dignità ”, ha detto Sallusti, che ha affermato di aver chiesto al ministro della Giustizia Severino di “mandare un’ispezione per capire come mai una sentenza di cinquemila euro diventa in appello di 14 mesi di reclusione, di capire come mai lo Stato, cioè la pubblica accusa, chiede di cancellare quell’infamia. Siamo in presenza di giudizi di magistrati così distanti dagli uni dagli altri che uno di questi due blocchi di magistrati o è incapace o è imbroglione”. Uno dei due magistrati domani mattina dovrebbe essere “licenziato per manifesta incapacità ”. Sallusti ha poi inviato un messaggio al procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati: “Se lui non trasforma (la sentenza ndr) in pena detentiva in carcere, si fa complice e istigatore di un secondo reato, che è quello di evasione – ha detto Sallusti -. Non ho nessuna intenzione di evadere, nel senso di sottrarmi alla pena, non ho intezione di andare all’estero. Chiedo che mi venga applicata la pena che mi è stata erogata”.
“Mi dicono – ha aggiunto il direttore del Giornale – che pochi minuti fa il procuratore abbia detto di riferirmi ‘Guarda che adesso non scherziamo più’, bene io dico a Bruti Liberati che adesso non scherzo più io”. “Lo supplico, mi mandi oggi pomeriggio i Carabinieri e mi traducano in carcere”, ha ripetuto, “non mi sottraggo alla pena”. E ha concluso: “Mi spellerò le mani per entrare a San Vittore”.