Internet/ Ue contro stretta regole a conferenza globale Dubai

Roma, 4 dic. (TMNews) – La Commissione europea si è presentata al mega congresso mondiale sulle telecomunicazioni, che punta a riesaminare le regole chiave sul controllo di internet, promettendo una linea che contrasterà  le richieste di coloro che vorrebbero un aggravio normativo e regolamentare. E no anche ad una centralizzazione dei controlli in capo all’Onu. Questa, in sintesi, la linea che l’esecutivo comunitario ha illustrato già  prima che, ieri a Dubai, si aprisse la World Conference on International Telecommunications.
L’agenda prevede 12 giorni di discussioni, organizzate dalla International Telecommunications Unioni, agenzia delle Nazioni Unite responsabile di questo segmento chiave. Le regole attuali risalgono al 1988, ed effettivamente da allora la situazione di questo comparto è “drasticamente cambiata” in molti dei 193 paesi che aderiscono all’Itu, rileva l’Ue.
Se precedentemente il settore era in mano a monopoli pubblici, negli anni passati sono state effettuate privatizzazioni e si è aperta la concorrenza, e poi l’esplosione di internet ha portato cambiamenti ancora più marcati. Tuttavia secondo Bruxelles l’impianto normativo globale attuale, basato su principi comuni più che su regole vere e proprie, resta valido. E secondo il Wall Street Journal tra le società  internet si creato un crescente allarme sulla possibilità  che questo congresso porti a una stretta normativa.
Il successo del trattato del 1988 risiede nel fatto che è innanzitutto una serie di principi che hanno agevolato le telecomunicazioni internazionali, piuttosto che regolamentarle”, ha affermato l’Ue, che in questo settore è rappresentata dalla vicepresidente della commissione Neelie Kroes. In questo modo il boom tecnico e tecnologico non è stato frenato dalle normative e “i paesi europei concordano” sul fatto che in futuro questo tipo di approccio deve prevalere.
“Alcuni paesi non europei hanno avanzato proposte che aumenterebbero la rilevanza del Trattato e i fardelli regolamentari sugli operatori. L’Ue – recita un documento pubblicato nei giorni scorsi – ritiene che non vi siano giustificazioni per questo ed è preoccupata dal loro potenziale impatto negativo”, sia per le società  di tlc che per gli utenti finali.
Secondo il Wall Street Journal si sono creati crescenti allarmi attorno a questo congresso, assieme ad una pioggia di critiche per la mancanza di trasparenza che lo ha circondato. I documenti in discussione non sono stati pubblicati e le proposte avanzate dai paesi sono state mantenute segrete, dice il quotidinao. Tra le società  maggiormente attive su questo fronte di critici vi è il gigante internet americano Google.

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