CNN E FOX NEWS ‘VINCONO’ IN CLASSIFICA ERRORI STAMPA

ENTE NO PROFIT, A ECONOMIST PALMA PER SCUSE PIU’ SPIRITOSE

(di Patrizia Antonini) (ANSA) – ROMA, 15 DIC – Cnn e Fox News conquistano a pari merito il primo posto nella classifica dell'”Errore dell’anno” per il 2012 stilata dal Poynter Institute, nota organizzazione non-profit statunitense per il giornalismo. Dall”Economist’ al ‘New York Times’, dal ‘Washington Post’ a ‘The Guardian’, passando per numerose altre illustri testate di lingua anglofona, l’articolista Craig Silverman sale in cattedra ed entra in azione con la matita rossa, sottolineando inciampi, incongruenze e bufale, spesso dal risultato umoristico. La palma d’oro per l’errore dell’anno va a Cnn e Fox News. I due colossi dell’informazione segnalavano infatti, sbagliando, che la Corte Suprema aveva dichiarato incostituzionale il “mandato individuale” nel disegno di legge sulla sanità  del Presidente Obama (in realtà  aveva fatto l’opposto). Ma se Poynter riconosce alla redazione di Cnn professionalità  perché, una volta preso atto dell’errore commesso, chiede scusa e cerca di correggerlo con ogni mezzo a disposizione, critica invece quella di Fox News per non aver riconosciuto lo sbaglio ed aver omesso le scuse. L”Economist’ viene menzionato per le scuse più spiritose. “Una precedente versione di questo articolo – avevano scritto – sosteneva che i giornalisti a Bloomberg Businessweek possono essere sanzionati se sorseggiano spritz al lavoro. E’ falso. Scusate. Chi ha scritto doveva essere ubriaco”. Il ‘Wall Street Journal’ ottiene invece una buona posizione nella classifica delle “viral corrections”, le rettifiche a maggior diffusione in Rete. Tutto per un ‘it all’ diventanto per errore ‘at all’. Così in un’intervista all’attore e cantante Michael Cerveris in merito al musical “The Tommy’s Who”, l’affermazione “non lo sapevo cantare tutto quando ho avuto il lavoro” era diventata “non sapevo cantare affatto quando ho avuto il lavoro”. Tra i primati indicati da Poynter c’é anche una sofisticata beffa-bufala di Greenpeace, che con l’obiettivo di colpire il gigante energetico Shell, ha messo in rete un falso video, seguito da e-mail, tweet, e persino un sito web. Un tranello in cui sono caduti numerosi giornalisti. Per i titoli si segnala invece l’on-line del ‘Daily Mail’ per il quale la cantante Etta James è “finalmente” morta, mentre in una didascalia ‘l’Ottawa Citizen’ spiega ai suoi lettori che il Titanic è affondato nel 2012. E ancora un quotidiano canadese, lo Hamilton Spectator confonde il nome di un ristorante, “Sarcoa”, con quello di una forma di tumore “Sarcoma”. Ma ci sono anche errori che si connotano per involontari sconfinamenti hard, come quello del Charlotte Observer, dove uno sfortunato refuso (da s a c) in un articolo sportivo trasforma l”herniated disk’ (l’ernia al disco, ndr) del giocatore Baron Davis in un’ernia ad una parte ben più intima. (ANSA).

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