Apple e Samsung entrambe ‘punite’ in guerra legale su brevetti

New York, 18 dic. (TMNews) – Apple perde una battaglia di rilievo contro Samsung negli Usa, ma intanto la casa coreana batte in ritirata da varie dispute giudiziare che aveva intentato contro la rivale californiana in Europa. In poche ore i due giganti globali degli smartphone hanno dovuto entrambi rassegnarsi a sviluppi non esaltanti nelle numerose contese giudiziarie che da molti mesi li vedono opposti sul delicato campo dei brevetti. Ieri il giudice federale Lucy Koh ha rifiutato la richiesta del colosso di Cupertino volta a ritirare la vendita negli Stati Uniti di 26 dispositivi dell’azienda sudcoreana, che infrangerebbero i brevetti di Apple. Koh ha spiegato che le prove fornite da Apple sono insufficienti a dimostrare l’influenza negativa dei prodotti Samsung su quelli di Cupertino.
“Chiaramente è un duro colpo per Apple e il suo team legale”, ha commentato Michael Kasdan di Amster Rothstein & Ebenstein a Cnn Money. Tuttavia a breve giro la notizia della causa persa da Apple è stata seguita un’altra più positiva per la società  californiana: stamattina Samsung ha deciso di ritirarsi dalle contese giudiziarie in Europa, dove aveva accusato l’azienda che produce iPhone e iPad di aver infranto brevetti sulle sue tecnologie. Il gruppo coreano ha spiegato la sua decisione con la volontà  di preservare le possibilità  di scelta a favore dei consumatori. Gli investitori hanno accolto con interesse il ritiro di Samsung. Il titolo di Apple guadagna infatti lo 0,92 per cento a metà  mattinata americana, a 523,3 dollari per azione, dopo il rialzo di oltre l’1 per cento segnato nel premercato. Sembra ora profilarsi una tregua tra le due multinazionali, dopo il lungo braccio di ferro proseguito durante l’estate e negli ultimi mesi. In agosto nel tribunale di San Jose era stata decisa una sanzione di oltre 1 miliardo di dollari per Samsung, accusata di aver violato i brevetti di Apple. A dettare la ritirata della casa coreana dalle varie dispute in Europa, tra cui in Italia, secondo il Financial Times potrebbe aver contribuito il crescente nervosismo dell’Antitrust europeo sull’uso apparentemente strumentale di questi procedimenti giudiziari, che di fatto possono danneggiare i prodotti rivali a discapito dei consumatori.

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