GIORNALISTI: RSF, 2012 ANNO PIU’ DRAMMATICO, 88 UCCISI

LA SIRIA E’ IL ‘CIMITERO’ DELL’INFORMAZIONE

(ANSA) – ROMA, 18 DIC – Il 2012 si conferma essere l’anno più drammatico per i giornalisti impegnati in zone di conflitto: 88 i morti, la gran parte dei quali in Siria, Somalia e Pakistan. Lo denuncia Reporter senza frontiere, precisando che si tratta del bilancio di vittime più alto dal primo bilancio annunale, stilato nel 1995. La Siria è un vero e proprio “cimitero” dell’informazione, con 17 giornalisti e 44 cittadini-cronisti uccisi (su 47 in tutto il mondo). Somalia e Pakistan seguono al secondo e terzo posto. “La quantità  storicamente elevata dei giornalisti uccisi nel 2012 è da attribuire principalmente al conflitto in Siria, al caos in Somalia e alla violenza dei talebani in Pakistan”, dice Christophe Deloire, segretario generale di Reporter senza frontiere. E’ alla Siria che va il triste primato, con un bilancio di 17 morti secondo Rsf, e di 28 morti secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti. La Turchia si attesta invece come la “più grande prigione del mondo” per la professione, con 72 giornalisti in carcere, di cui 42 per motivazioni legate al loro lavoro. Arresti che spesso intervengono in nome della lotta al terrorismo. (ANSA).

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