Comunicazione

07 gennaio 2013 | 12:50

TV: OK AGCOM A PAR CONDICIO, VALE ANCHE PER MONTI

REGOLAMENTO ESTESO A NON CANDIDATI, POLEMICHE DA PDL E IDV

(di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 28 DIC – Silvio Berlusconi deve rinunciare all’intervista al Tg1, registrata nel pomeriggio e saltata per la concomitanza della conferenza stampa di Mario Monti, e, nel frattempo, si dice pronto a “un piccolo giro d’Italia” se gli consentiranno poche apparizioni televisive. Pier Luigi Bersani vuole devolvere il tempo che gli spetta alla trattazione di argomenti come la Siria o la crisi economica per evitare “una pantomima”. All’indomani della decisione della Rai di mettere un freno all’offensiva mediatica del Cavaliere e di offrire analoghi spazi agli altri leader, arrivano le repliche dei diretti interessati. In attesa di capire come e quando torneranno sul piccolo schermo, senza escludere il possibile faccia a faccia, l’Agcom ha dato il via libera all’unanimità  al regolamento sulla par condicio. Novità  rispetto allo schema iniziale è l’estensione delle norme ai soggetti non candidati ma riconducibili alle forze politiche, come Mario Monti, Beppe Grillo o Luca Cordero di Montezemolo. Fino al voto del 24 e 25 febbraio le tv private dovranno quindi rispettare le regole decise dall’Autorità . La Rai attende invece il regolamento della Commissione di Vigilanza che non arriverà  prima del 3 gennaio, quando riprenderanno i lavori delle bicamerale. A meno di sorprese legate agli emendamenti che saranno presentati il 2 gennaio, i due testi dovrebbero essere simili. Anche in relazione alle norme per i politici “non direttamente partecipanti alla competizione”: oggi l’Agcom ha deciso che la loro presenza nei programmi di informazione è equiparata a quella dei candidati e che tali soggetti non possono essere presenti, come tutti gli altri, nei programmi di intrattenimento. Il Pdl, dopo le proteste di ieri in Vigilanza, torna ad attaccare il premier uscente. “La Rai e l’Agcom si piegano alla sua volontà ”, è l’accusa di Giorgio Lainati. Per Guido Crosetto di Fratelli d’Italia siamo alle “prove di regime”. Critiche anche dall’Idv. “E’ una norma ad personam – sostiene Antonio Borghesi – E’ uno scandalo”. Sul fronte opposto Roberto Zaccaria del Pd chiede all’Autorità  i tempi di presenza di Berlusconi in tv e attacca: “Di sanzioni non se ne parla, anche quando gli abusi sono evidenti”. Il regolamento Agcom ricalca quelli messi a punto per le ultime elezioni. La campagna elettorale si divide in due parti: nella prima, dall’indizione dei comizi (il 24 dicembre) alla presentazione delle candidature (il 20 e 21 gennaio), gli spazi sono divisi tra le forze politiche presenti in Parlamento, nella seconda, fino al penultimo giorno prima del voto, il tempo è ripartito tra coalizioni e liste in campo. Sono previste norme per le tribune politiche, ma anche per i programmi di informazione che devono rispettare “con particolare rigore” i principi del pluralismo e dell’imparzialità . Un articolo è dedicato al confronto tra i candidati premier, ai quali deve essere assicurata “parità  di tempo, di parola e di trattamento”, anche in un ciclo di più trasmissioni.(ANSA).