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07 gennaio 2013 | 12:59

INTERNET: PARIGI IN CAMPO CONTRO DERIVE SU TWITTER

GOVERNO LANCIA BATTAGLIA;BASTA RAZZISMO,OMOFOBIA E ANTISEMITISMO

(ANSA) – PARIGI, 28 DIC – Basta con le derive verbali su Twitter: fa la voce grossa il governo francese del presidente, Francois Hollande, che oggi ha dichiarato battaglia al dilagare di razzismo, antisemitismo e omofobia sulla celebre piattaforma americana di micro-blogging, che in questi ultimi anni ha conquistato l’Europa. Da qualche tempo, sulla timeline francofona di Twitter, si vanno moltiplicando inquietanti ‘hashtag’, come #SiMonFilsestGay (Se mio figlio fosse gay), #SiMaFilleRaméneUnNoir (Se mia figlia portasse un nero a casa) o il contestatissimo #unBonJuif’ (un buon ebreo), all’apparenza innocuo, ma che ha dato vita a tweet antisemiti. Davanti a questa situazione, Parigi ha dunque deciso di aprire una concertazione con le associazioni interessate (come SOS homophobie o la Rete di assistenza delle vittime di aggressioni e discriminazioni) e con i responsabili di Twitter. “Auspico che si possa lavorare insieme alle associazioni maggiormente coinvolte per la creazione di una procedura d’allerta e di sicurezza che consentirà  di fare in modo che gli episodi infelici che abbiamo visto in queste ultime settimane non si riproducano”, scrive oggi sul quotidiano Le Monde la portavoce del governo, nonché ministro per i Diritti delle Donne, Najat Vallaud-Belkacem, trentacinquenne di origini marocchine, ribattezzata la ‘Prima femminista’ di Francia. “Questo lavoro – aggiunge – verrà  avviato il 7 gennaio 2013. Auspico, in particolare, che la società  Twitter possa esaminare le condizioni per creare dispositivi che permettano di lottare contro le infrazioni in materia di provocazione e ingiurie”. La ministra, che però non ha ancora ricevuto risposte al suo invito, sottolinea anche che i messaggi di odio “sono moralmente condannabili e giuridicamente illegali”. “Il fatto che siano pubblicati su un canale virtuale – conclude – non rende meno condannabile chi li commette”. Commentando la crociata di Parigi, Eric Mettout, caporedattore del settimanale L’Express, si mostra molto scettico. “E’ un’ossessione tipicamente francese, a cui si prestano regolarmente ministri in cerca di grandi cause: piegare il web e i social network alla buona educazione francese, al rispetto obbligatorio per gli altri, a questo tiepido umanesimo (…) In breve, adattare il web al politicamente corretto (…) non funziona mai, ma se non fa bene, è vero anche che non fa un soldo di danno, e nel migliore dei casi, l’iniziativa fà  parlare di sé. Non è forse la cosa principale?”, conclude il giornalista, che nell’annuncio della Vallaud-Belkacem vede soprattutto un’operazione di comunicazione. Oggi, l’Insee, l’istituto nazionale di statistica, ha rivisto al ribasso le stime di crescite (0,1% contro lo 0,2% stimato il mese scorso), e il potere d’acquisto, mentre la disoccupazione è in costante aumento da 19 mesi. In questo contesto, sono in molti a pensare che – rispetto a una battaglia contro i mulini a vento del web – Parigi avrebbe altre gatte da pelare. Tanto che ieri lo stesso Hollande ha detto che quella contro la disoccupazione sarà  “la grande battaglia” del 2013. I rapporti dell’attuale amministrazione francese con Twitter sono stati tormentati fin dall’inizio. Basti pensare al celebre ‘tweet’ al vetriolo della Premiere Dame, Valerie Trierweiler, contro Segolene Royal, l’ex candidata alle presidenziali ed ex compagna di Francois Hollande, che la scorsa primavera – praticamente all’indomani della vittoria del socialista all’Eliseo – scatenò un mare di polemiche in tutta la Francia.(ANSA)