INTERNET: ADOLESCENTI E BAMBINI SEMPRE PIU’ DIPENDENTI

FNOM, SEMPRE PIU’ CASI ANCHE DI ISOLAMENTO SOCIALE ESTREMO

(ANSA) – MILANO, 21 GEN – Cresce in Italia la web-dipendenza negli studenti tra gli 11 e 16 anni. Secondo le ultime rilevazioni, 240mila ragazzini e adolescenti italiani passano mediamente più di tre ore al giorno dinanzi al pc, e ormai sono sempre più diffusi disturbi gravi come la sindrome di Hikikomori (una sorta di isolamento sociale), prima presente solo in Giappone. A segnalare il fenomeno è la Fnomceo (Federazione italiana degli ordini dei medici) dal suo sito. La sindrome di Hikikomori è una dipendenza che riguarda diversi adolescenti e si traduce in un isolamento sociale, caratterizzato dalla costante presenza sul computer e dall’uscita di scuola fino a tarda notte. Presente in Giappone dalla seconda metà  degli anni ottanta, dagli anni duemila si è diffuso anche in Usa e Europa. Questi bambini e adolescenti frequentano la scuola con un profitto sufficiente e poi vengono completamente assorbiti dalla realtà  parallela, non hanno amici se non la playstation o il computer, e trascorrono 10-12 ore quotidianamente in una dimensione virtuale. “Purtroppo di questo le istituzioni italiane – rileva la Fnomceo – non sembrano preoccuparsi ed è un limite evidente, giacché la realtà  sociale è fatta anche e soprattutto di queste problematiche, con un’espansione clinica che valutiamo quotidianamente”. Questi adolescenti non sono autistici, né soffrono di fobia scolare, secondo i medici: “il più delle volte riescono a raggiungere la sufficienza nelle materie scolastiche, confermando che frequentano l’ambiente didattico come una sorta di obbligo, e poi si ritirano dal mondo reale per calarsi completamente in quello virtuale”. Rifiutano le attività  ludiche e trasferiscono tutto in un contenitore virtuale che assorbe la loro vita. “E’ una delle forme emergenti di dipendenza – conclude la Fnomceo – che spesso viene confusa con situazioni psicopatologiche diverse. Va affrontata e prevenuta innanzitutto attraverso la conoscenza del fenomeno che é ancora sottaciuto”. (ANSA).

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