Comunicazione, New media

21 gennaio 2013 | 14:54

CRISI: HI-TECH; POCHE STARTUP, BATTUTI DA ECONOMIE EMERGENTI

STUDIO FONDAZIONE ELI LILLY, POCHE AZIENDE IN BORSA

(ANSA) – ROMA, 21 GEN – Mentre nel resto del mondo si punta sulle imprese innovative per uscire dalla crisi l’Italia è indietro. Lo dimostra uno studio della Fondazione Eli Lilly basato sul numero di startup di settori tecnologicamente avanzati quotate a Milano, molto più basso rispetto ai ‘competitor’. Secondo i numeri del documento, che verrà  presentato domani al Senato, le nuove imprese sono solo 4 tra le prime 150 quotate alla borsa di Milano, mentre sono 17 le americane, 16 le tedesche, 9 le cinesi. Da punto di vista del fatturato da noi queste aziende valgono poco più di un miliardo di euro, mentre negli Usa 325 miliardi, 28,5 miliardi in Cina, 15,7 miliardi in Germania, e anche l’utile lordo segue queste proporzioni (47 milioni di euro in Italia contro i quasi 5 miliardi della Germania e i 2 miliardi della Cina). “A causa della scarsissima quantità  di denaro investita in ricerca di base nel nostro Paese siamo costretti ad andare all’estero a produrre idee che domani importeremo – afferma Andrea Lenzi, Presidente Consiglio universitario nazionale – con costi enormi per l’economia”. L’Italia, è emerso dal rapporto, è dietro anche alle economie emergenti di Asia e Sudamerica come quota di start up innovative. L’analisi ha anche calcolato il potenziale delle aziende ‘nostrane’: “Se fossimo come la Germania per presenza di imprese innovative – si legge – il fatturato sarebbe di 47 miliardi e gli occupati 158 mila”. (ANSA).