21 gennaio 2013 | 16:39

Tecnologia e democrazia – Intervista a Carlo von lynX, musicista e dj che segue nascita, crescita e sviluppo del Partito Pirata italiano (Prima n. 429, giugno 2012)

Tecnologia e democrazia. È la ricetta dei Pirati, che dopo essere esplosi come forza politica all’8% in Germania si stanno organizzando per conquistare l’Italia, come ci racconta Carlo von lynX, incaricato di aiutare la nascita e la crescita del Partito Pirata nel nostro Paese
Cominciamo dal nome: Carlo von lynX, dove la seconda parte è originariamente uno pseudonimo che sostituisce un cognome tedesco impronunciabile. Segno che von lynX ha esigenze di comunicazione a livello internazionale per via del ruolo che gli è stato affidato nel Piratenpartei tedesco, strana creatura politica balzata all’8% nell’ultima tornata elettorale in Germania. Età  sotto i 40, cresciuto a Roma da genitori tedeschi, italiano impeccabile, von lynX, di professione musicista e dj, ha il compito di seguire nascita, crescita e sviluppi del Partito Pirata italiano, fenomeno in gestazione che si propone di presentarsi alle politiche 2013. Lo incontriamo a Roma, in una delle sue visite, avanti e indietro tra Germania e Italia a notare somiglianze e differenze tra i tedeschi, che si sono scoperti innamorati della democrazia liquida e partecipativa propagandata dai Pirati, e gli italiani, che delusi dai partiti tradizionali si rivolgono massicciamente a Beppe Grillo. Un fenomeno, quello del Movimento 5 Stelle, destinato a implodere se non svilupperà  concreti sistemi di democrazia attiva, suggerisce l’ottimismo di von lynX, perché, spiega, ormai viviamo in un’epoca in cui “se la gente vede che le impediscono di partecipare attivamente, si allontana dai partiti”. Loro, i Pirati tedeschi, non hanno leader, sono tutti portavoce e per decidere usano il software open source ‘Liquid Feedback’, che permette a tutti i soci (9mila su 30mila iscritti al partito) di proporre temi, discuterli e votarli a maggioranza. In Italia si sta cercando di diffondere la stessa piattaforma, in vista delle politiche ma anche delle europee del 2014, dove i Pirati intendono presentarsi con una sorta di federazione targata Ue (il lancio della nuova creatura che coinvolgerà  le formazioni politiche di Svezia, Germania, Francia, Italia, Grecia, Olanda, Spagna si terrà  a Roma a novembre).
Tecnologia e democrazia: la ricerca probabilmente è appena iniziata, anche in senso comunicativo, come può testimoniare lo scivolone di Martin Delius, uno dei riferimenti del Piratenpartei, finito nel tritacarne mediatico per aver osato un paragone tra i ritmi di crescita dei Pirati tedeschi e quelli del Partito nazista. Ma von lynX, oltre che rassicurare che nel partito non c’è alcuna nostalgia del Terzo Reich, ci crede davvero. “Se dobbiamo andare avanti, dobbiamo usare la tecnologia anche per sviluppare la democrazia”, dice, “altrimenti potevamo restare contenti della democrazia stile Grecia antica”.
Prima – Cosa ti fa pensare che una proposta come quella del Piratenpartei funzionerà  anche in Italia? In fondo, alle ultime legislative in Francia non avete sfondato, anzi.
Carlo von lynX – In Francia la comunicazione non è partita, non sono mai andati in televisione: siamo più avanti qui in Italia in questo senso. In Italia sta cambiando proprio ora e vediamo dove si arriva. Il messaggio che abbiamo è che non trattiamo solo i diritti civili, cioè la privacy in Rete e no al copyright, materie sulle quali siamo nati. La cosa che ha colpito e funzionato in Germania è il fattore partecipazione, una orizzontalità  di rapporti nel partito, vera e non solo a parole: un tema che è ancor più sentito in Italia.
Prima – Sul quale insistono anche i ‘grillini’.
C. von lynX – Solo che loro i metodi non ce li hanno, fanno un po’ a casaccio, cercano di svilupparli ma c’è un ostacolo grosso, e cioè che Beppe Grillo non si fida di dare il movimento in mano a se stesso, cioè di costruire uno statuto democratico che permetta al movimento di decidere da sé. Ha paura che si ricreerebbero le strutture partitiche. E infatti questo è il nocciolo del problema. Ma non è una soluzione metterci il copyright e dichiarare il movimento di sua proprietà . Nel caso nostro abbiamo trovato il modo di fare uno statuto di partito molto più orizzontale e speriamo di riuscire a fare una politica diversa, più trasparente, logica e ragionevole, perché, se tutti sono d’accordo a fare una cosa, la scelta è più ragionevole che se decidono in pochi.
Prima – Forse in Italia non funzionerà  perché qui la gente ha ancora bisogno di un leader di riferimento.
C. von lynX – Ce lo dicevano anche in Germania e non è così. Li abbiamo sorpresi tutti. Mentre loro facevano le campagne elettorali orientate sul leader, noi mandavamo una persona diversa in ogni talk show, facce diverse che però dicevano le stesse cose. Anche in Germania dicevano che ci vuole il leader politico e hanno dovuto scoprire che non è così: presto lo si potrà  scoprire anche in Italia. Ho il compito di fare avanti e indietro tra Germania e Italia, conosco differenze e analogie tra italiani e tedeschi, anche perché conosco l’italiano e, se la lingua non ti fa più da barriera, scopri che la gente è molto simile: siamo europei. Per esempio, una cosa tipica dell’Italia è che qui spesso le cose arrivano in ritardo, perché la posizione geografica la rende isolata linguisticamente, ma poi gli italiani sanno prendere la rincorsa, fanno dei salti e di colpo sono davanti a tutti gli altri. Ecco perché posso immaginare benissimo che gli italiani alle prossime elezioni potranno essere capaci di eleggere ben due partiti basati sulla democrazia attiva: noi e i grillini, per esempio.
Prima – A proposito di Europa, i grillini predicano che bisogna uscire dall’euro. Voi?
C. von lynX – Non abbiamo ancora delineato una proposta a corto raggio ma abbiamo già  sviluppato la filosofia fondamentale: va messo in dubbio il concetto della crescita economica perché è basata sul consumo delle risorse naturali e il numero di persone sul pianeta che aumenta. La Germania ancora se la cava bene perché in Cina ci sono sempre più cinesi che vogliono comprare le macchine tedesche, ma questa non è una soluzione sostenibile a livello mondiale, è una cosa che avvantaggia alcuni Paesi rispetto ad altri, così aumentiamo le ingiustizie e i pericoli di guerre. Noi pensiamo che bisogna arrivare a una economia sostenibile e imparare a cambiare tutta la filosofia del mercato e del mercato del lavoro. Va in questo senso la nostra proposta di introdurre il reddito di cittadinanza, perché in un mondo che funziona ad alta tecnologia, dove molti lavori non vengono fatti dagli esseri umani ma dalle macchine, dobbiamo fare in modo che siano gli esseri umani ad avere il vantaggio e non i pochi proprietari di queste macchine.
Prima – Si chiama socialismo.
C. von lynX – No, non siamo socialisti, abbiamo degli spunti. Per certe posizioni arriviamo alle stesse conclusioni di alcune filosofie di sinistra, ma abbiamo anche altre posizioni tagliate su punti di vista molto liberali, sulle libertà  dei singoli ma anche sulla libertà  di impresa. Non attingiamo solo dalla sinistra, tentiamo di prendere il meglio di tutto.
Prima – Hai iniziato dicendo che in Francia non è andata bene perché non siete andati in tivù. Strano per un partito legato alla Rete.
C. von lynX – L’esperienza ci ha dimostrato che nonostante i media tradizionali abbiano tentato di farci a pezzi, nonostante i talk show raccontino solo un briciolo di verità  e tanta disinformazione, funzionano lo stesso, siamo sempre riusciti a stimolare simpatia nei nostri confronti, a ottenere curiosità . E poi le persone che ci vedono in tivù vengono ai nostri banchetti, si informano e scoprono che noi un programma politico ce l’abbiamo, anche se la concorrenza politica dice il contrario.
Prima – Insomma, mentre Grillo ingaggia guerre anche con i talk show e vorrebbe impedire ai suoi di parteciparvi, voi la vivete più tranquillamente?
C. von lynX – La guerra l’abbiamo fatta nel 2009 nella prima campagna per il Bundestag sulla difesa dei diritti civili su Internet. E questo ci posizionava in contrasto con la politica esistente. Poi abbiamo sviluppato il nostro programma, trovando contenuti che ci hanno anche sorpreso, temi di cui non si parlava ma sui quali la base pirata si è scoperta molto sensibile. Per esempio, il reddito di cittadinanza, tema che gli altri partiti non hanno mai approfondito ritenendolo semplicemente non fattibile.
Prima – Argomento scottante: i rimborsi elettorali. Grillo dice che non li vuole e non li vorrà , voi?
C. von lynX – Ne stiamo ancora discutendo, non è semplice. Da un lato, c’è l’esigenza di far rispettare il referendum del ’93 in Italia sul finanziamento ai partiti. Dall’altro, non è un caso che l’Unione europea conceda rimborsi elettorali ai partiti: serve per mantenerli indipendenti da finanziamenti esterni. Certo se c’è un abuso, serve una riforma. Ma forse è sbagliato eliminare interamente il meccanismo. Queste sono le due posizioni, al momento non ne abbiamo ancora formulato una sola.
Prima – Correrete da soli l’anno prossimo in Italia?
C. von lynX – Siamo in una situazione di imprevedibile decollo, potrebbe succedere di tutto, dipende dai sondaggi. È troppo presto, non possiamo deciderlo adesso, ma abbiamo deciso che i pirati saranno presenti in queste elezioni.
Prima – Cosa consigli a chi vuole informarsi sui nuovi fenomeni politici che nascono sulla Rete e approfondiscono il rapporto tra tecnologia e democrazia?
C. von lynX – Noi tentiamo di usare molto il nostro sito dove ci sono tantissimi video, modo piacevolmente passivo di informarsi. E poi abbiamo documenti, testi scritti, ma siamo ancora abbastanza pochi e non vogliamo imporre un programma politico. Ecco perché su alcune scelte ancora non abbiamo maturato una posizione definita. Vorremmo aumentare il numero dei partecipanti al nostro movimento per poi avere un fondamento più democratico e legittimo alle nostre decisioni. Prossimamente pubblicheremo la traduzione italiana del programma politico dei Pirati tedeschi e della proposta di riforma delle leggi sul copyright arrivata dai nostri rappresentanti svedesi al Parlamento di Strasburgo.
Intervista di Angela Mauro