Comunicazione

22 gennaio 2013 | 12:12

ELEZIONI: DIRETTORE FT, NON E’ VERO CHE SOSTENIAMO BERLUSCONI

(AGI) – Roma, 21 gen. – Il direttore del Financial Times, Lionel Barber, ha smentito che con l’articolo di ieri su Mario Monti il quotidiano abbia dato il suo sostegno a Silvio Berlusconi. “L’editoriale di Wolfgang Munchau su Monti ha suscitato un dibattito su Twitter da cui sembrerebbe che Ft sostenga Berlusconi. Del tutto sbagliato”, ha scritto Barber su Twitter. Nel pezzo, ‘Monti non e’ l’uomo giusto per gudiare l’Italia, Munchau e’ stato piuttosto severo con tutti i candidati premier. “Come primo ministro, Monti aveva promesso riforme ed e’ finito con l’aumentare le tasse”, ha scritto, “il suo governo ha cercato di introdurre delle moderate riforme strutturali che sono state annacquate fino a un’irrilevanza macroeconomica”.E ancora. “Ha raccontato di aver salvato l’Italia dal baratro, o almeno da Silvio Berlusconi, il suo predecessore. La discesa dello spread ha accreditato questa versione, ma la maggior parte degli italiani sa che questo si deve a un altro Mario, Draghi, presidente della Bce”.
Quanto a Berlusconi, “finora l’ex premier ha condotto una buona campagna , ha lanciato un messaggio anti-austerita’ che ha colpito favorevolmente l’elettorato disilluso. E ha anche continuato a criticare la Germania per la sua riluttanza ad accettare gli eurobond e a permettere alla Bce di acquistare bond senza limitazioni”, ha ricordato Munchau. “Tuttavia conosciamo troppo bene Berlusconi ed e’ stato premier abbastanza a lungo da avere avuto la possibilita’ di creare questo dibattito molto prima. Per diventare credibile dovrebbe tracciare una strategia chiara con il dettaglio delle sue scelte. Al momento tutto quello che abbiamo sono dichiarazioni televisive”.
Quanto alla sinistra, Pier Luigi Bersani “ha sostenuto l’austerita’ ma di recente ha tentato di prendere le distanze da queste politiche. E’ stato anche piu’ esitante sulle riforme strutturali”, ha spiegato il commentatore del Financial Times, “i temi principali della sua campagna sono una tassa sui ricchi, la lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio di denaro, e ai diritti dei gay. Sostiene che l’Italia deve restare nell’euro. C’e’ una possibilita’ marginale che abbia piu’ successo nel confronto con la Merkel perche’ e’ in una condizione migliore di fare asse con Francois Hollande”.