Televisione

22 gennaio 2013 | 17:14

RAI: USIGRAI, SETTE RIFORME PER NUOVA TV PUBBLICA

DA GOVERNANCE A CONFLITTO INTERESSE, AGENDA PER XVII LEGISLATURA

(di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 22 GEN – Sette riforme per cambiare il futuro della Rai. Le ha proposte l’Usigrai nel convegno #AgendaRai, in vista della prossima legislatura. Al primo punto – ha spiegato il segretario Vittorio Di Trapani, eletto lo scorso novembre – la riforma della legge Gasparri. Sul tema sono intervenuti diversi esponenti politici, oltre al dg Luigi Gubitosi. “I vertici della tv pubblica sono oggetto e non soggetto delle variazioni di legge”, ha sostenuto. “Anche io sono stato nominato da qualcuno, ma questo qualcuno non mi ha chiesto niente e non lo incontro da tanto tempo – ha proseguito riferendosi al premier Mario Monti -. Si può dire quello che si vuole, ma nella mia gestione nomine politiche non ci sono state”. “Siamo pronti alla sfida anche di fronte alla riorganizzazione aziendale”, ha assicurato Di Trapani, definendo “opportuno immaginare un tavolo a tre tra azienda, sindacato e istituzioni”. Il segretario Usigrai ha citato in primo luogo la necessità  della riforma sulla governance “per assicurare autonomia e indipendenza e per eliminare i costi legati alla politica”. Ha poi chiesto “certezza di risorse perché l’evasione del canone è a livelli altissimi” e “la riforma della natura giuridica dell’azienda, perché essere equiparati alla pubblica amministrazione impedisce di essere al passo con il mercato”. Di Trapani ha quindi auspicato “una legge sui conflitti di interesse” (“c’é ne è uno macro – ha spiegato – ma poi ce ne sono tanti altri”) e “un nuovo piano frequenze, ancor più importante in vista dell’asta, perché la Rai in molte parti d’Italia non si vede”. “Nel 2016 scade la concessione di servizio pubblico per la Rai – ha proseguito -. Chiediamo che si parta subito con il dibattito, tenendo presente che il servizio pubblico è uno e indivisibile”. Di Trapani ha quindi posto l’accento sulle pari opportunità  e sulla corretta rappresentazione di genere “in tutte le sfaccettature del servizio pubblico”. Nel corso del dibattito, battibecco tra Maurizio Gasparri e Antonio Ingroia. Il leader di Rivoluzione Civile ha annunciato che “in cima all’agenda c’é la legge sul conflitto di interessi, che tutti i partiti, a partire dal centrosinistra, hanno promesso e non realizzato. “Gli intrecci tra politica e altri settori non si vedono solo nel campo televisivo”, ha replicato il capogruppo Pdl al Senato. “Ci sono ad esempio magistrati e giornalisti che hanno preso posizione in queste elezioni politiche”, ha proseguito mentre l’ex pm di Palermo lo invitava più volte a concentrarsi sul tema in discussione. Dal Pd Bruno Tabacci ha proposto “prima del cambio radicale della governance, la nomina di un commissario con pieni poteri”. “Non si può pensare che la stretta di mano Berlusconi-Santoro abbia chiuso l’ultimo ventennio, i problemi sono tutti sul tappeto – ha aggiunto Roberto Natale, ex presidente Fnsi e ora candidato per Sel al Senato – Le leggi sul conflitto di interesse questa volta si faranno perché c’é l’impegno con i cittadini”. Guido Crosetto di Fratelli d’Italia si è concentrato sul tema dell’evasione del canone, proponendo l’inserimento della tassa nella bolletta elettrica. (ANSA)