22 gennaio 2013 | 17:48

Il giubileo della Bbc – Intervista a Ian McDonough, senior vice president & general manager Emea di Bbc Worldwide Channels (Prima n. 430, luglio/agosto 2012)

Tra celebrazioni per il sessantesimo anno di regno di Elisabetta II e Olimpiadi di Londra, il 2012 si profila come l’anno più importante nella storia dell’ente radiotelevisivo pubblico britannico che sta studiando nuovi canali per l’Italia e l’Europa occidentale
Se Elisabetta d’Inghilterra ha bollato il 1992 e l’anniversario del quarantennio di regno come ‘annus horribilis’, probabilmente ricorderà  il 2012 come ‘annus mirabilis’. Quello in corso racchiude infatti le celebrazioni dedicate al sessantesimo anniversario della salita al trono – dalla morte del padre, re Giorgio VI, il 6 febbraio 1952 – accolte da immense folle di sudditi in delirio e seguite in tivù da milioni di persone che non hanno voluto perdersi un evento irripetibile. Con l’inossidabile regina Vittoria, Elisabetta è infatti l’unico sovrano nella storia del Regno Unito a celebrare il giubileo di diamante, il ‘Queen’s diamond jubilee’, trasmesso in tutto il mondo dalla Bbc. “Questo è un anno incredibile per la Gran Bretagna e per Londra e probabilmente è il più importante della storia della Bbc perché si concentrano due eventi di portata globale come l’anniversario della regina e le Olimpiadi di Londra”, dice Ian McDonough, senior vice president & general manager Emea di Bbc Worldwide Channels, la divisione internazionale della British Broadcasting Corporation attiva in più di cento Paesi nel mondo.
L’ente radiotelevisivo pubblico britannico – che poche settimane fa ha nominato George Entwistle direttore generale (vedi box) – ha deciso di capitalizzare al massimo il portato televisivo di questa stagione che ha già  registrato risultati eccezionali. Se infatti le Olimpiadi si concluderanno solo a metà  agosto, gran parte delle manifestazioni live del ‘Giubileo di diamante’ sono già  andate in onda sui canali del network di Bbc Worldwide (in Uk su Bbc One): la diretta del corteo sul Tamigi, il concerto, la messa di ringraziamento e la processione reale. Oltre alla trasmissione di tutti gli eventi live il broadcaster britannico ha distribuito un pacchetto di programmi chiamato ‘London Calling’ che attraverso fiction, commedie e documentari prolunga l’effetto Giubileo per spremere fino all’ultima goccia la stagione reale iniziata lo scorso aprile con il matrimonio tra William e Kate, il duca e la duchessa di Cambridge.
Abbiamo intercettato Ian McDonough di passaggio in Italia in occasione degli incontri all’Ambasciata britannica di Roma, culminati nell’affollatissimo ‘Queen’s birthday party’, che hanno coinvolto Uk Trade and Investment, Bbc Knowledge (il canale italiano di Bbc in onda su Mediaset Premium), e il Corriere della Sera (sulle sue pagine è stata pubblicata la mostra ‘Uk-Italia’). “I numeri meglio di tante parole possono far capire cosa significhi per Bbc il Giubileo della regina”, dice McDonough. “Negli Stati Uniti la trasmissione del corteo di fronte a Buckingham Palace è stata la domenica più vista di tutti i tempi su Bbc America con 3,3 milioni di spettatori. A Singapore Bbc Knowledge è stato il primo canale di informazione per quasi una settimana, mentre la cerimonia del concerto sul Tamigi in onda su Bbc Entertainment ha avuto la share più alta mai raggiunta da questo canale in Norvegia e una delle più alte in Sudafrica”.
Prima – In Italia le celebrazioni sono state trasmesse in esclusiva su Bbc Knowledge. Che feedback avete avuto?
Ian McDonough – Non posso entrare nel dettaglio degli ascolti, ma una ricerca recentissima condotta sugli abbonati di Mediaset Premium dice che Bbc Knowledge è stata vista dal 27% degli utenti, il 67% dei quali si è risintonizzato sul nostro canale almeno una, due volte la settimana. Insomma, abbiamo un’audience molto fedele che torna spesso sul canale.
Prima – Come si traduce questa fedeltà  in business?
I. McDonough – Dal punto di vista della raccolta pubblicitaria siamo soddisfatti. Studi qualitativi interni ci dicono che i telespettatori considerano l’advertising sul nostro canale più vera e realistica rispetto a quella su altre tivù. Evidentemente è un portato dell’affidabilità  del brand e dei contenuti Bbc.
Prima – Poco più di un anno fa (marzo 2011) Bbc Knowledge insieme a Discovery World inaugurava l’area documentaristica di Mediaset Premium. Siete soddisfatti di come stanno andando le cose?
I. McDonough – Siamo partiti in un momento delicato, all’inizio della crisi europea, ma siamo soddisfatti perché sta superando le aspettative e gli investitori lo trovano attraente. Bbc Knowledge è il nostro primo canale in Europa occidentale. Un’esperienza entusiasmante perché quello italiano è un mercato molto competitivo e dinamico con oltre duecento canali e con pay tv piuttosto agguerrite. Il trend ci dice che la frammentazione sta aumentando e che il mercato generalista non cresce molto velocemente, mentre aumentano gli spettatori delle pay.
Prima – È nella pay che vedete le migliori opportunità  in Italia?
I. McDonough – Certamente. Abbiamo avuto un’accoglienza molto buona e speriamo che il canale continui a crescere, ma per avere un quadro preciso della situazione occorre ancora un po’ di tempo perché Bbc Knowledge è nata solo un anno fa, è il bambino del gruppo.
Prima – A proposito di bambini, lei è responsabile Emea dei canali Bbc Worldwide che comprendono anche CBeebies, dedicato al target 0-6 anni. Quella kids è un’area in grande espansione in Italia…
I. McDonough – Per ora questo canale è disponibile solo in alcuni mercati. Nei Paesi nordici, in Polonia, in Sudafrica e nel Sudest dell’Asia.
Prima – E da noi?
I. McDonough – Non ancora. Diciamo che fino a ora in questo settore ci siamo limitati a distribuire programmi popolarissimi come i ‘Teletubbies’. Bbc si muove sempre con grande cautela, tant’è che per 70 anni non ha prodotto canali di rilievo al di fuori del Regno Unito, focalizzando il suo business sulla vendita dei contenuti. Ha cominciato a proporre le sue reti all’estero soltanto a partire dal 2007. Bbc Knowledge è stato il nostro primo canale in Europa occidentale, la possiamo considerare una rete apripista per capire come costruire un successo solido ed esportabile nei Paesi vicini.
Prima – Quindi state lavorando per lanciare altri canali in Europa occidentale?
I. McDonough – Il progetto è questo, anche se non posso entrare nei particolari.
Prima – Quali sono le aree chiave di Bbc in Europa?
I. McDonough – Andiamo forte nei Paesi nordici, Svezia, Danimarca e Norvegia, e molto bene anche in Europa centro orientale, soprattutto Polonia e Ungheria. Questi, a parte naturalmente il Regno Unito, sono i nostri principali interessi nel continente.
Prima – In questi mercati esportate soprattutto factual entertainment, il genere televisivo per cui siete famosi. Che stagione sta vivendo?
I. McDonough – Prima di arrivare al factual entertainment Bbc si è costruita una reputazione internazionale grazie all’altissima qualità  dei suoi documentari di storia naturale, scienza e tecnologia. Oggi questa eredità  si è trasferita nel factual entertainment che è diventato il pilastro della nostra produzione sui canali internazionali. Un genere che ha conosciuto una profonda trasformazione, non solo nelle modalità  realizzative dei documentari, ma anche nelle aspettative dei telespettatori che oggi vogliono vedere persone reali in situazioni estreme.
Prima – Sta dicendo che l’intrattenimento ha preso il sopravvento sulla funzione formativa?
I. McDonough – Non è detto. Basta riuscire a coniugare l’entertainment con la componente educativa. Il mandato di Bbc è educare, informare e intrattenere trovando il punto di convergenza. Tre elementi che nel factual entertainment prodotto oggi da Bbc trovano il perno centrale nella figura del protagonista, nella personalità  del conduttore attraverso cui il racconto prende vita. Un buon interprete fa la differenza tra un documentario piatto, polveroso e tradizionale e un prodotto colorato, vivo, capace di toccare le emozioni.
Prima – Qualche esempio?
I. McDonough – La serie ‘Un anno di avventure’ è guidata da un presentatore popolare e brillante come Ben Fogle che segue gli itinerari presenti nelle nostre guide Lonely Planet. Finora ha completato 15 viaggi in 12 mesi realizzando un diario di viaggio che racconta luoghi e persone reali. Un altro esempio, forse il più grande progetto di sempre dedicato alla storia naturale, è ‘Planet Earth Live’ on air in questi mesi in 140 Paesi. È una specie di soap opera in cui è la natura a scrivere la sceneggiatura, un documentario girato da alcuni tra i più importanti registi della Bbc Natural History Unit e condotto da Julia Bradbury e da Richard Hammond, uno dei volti noti del team di ‘Top Gear’ (il popolarissimo e originale show automobilistico di Bbc: ndr).
Prima – ‘Planet Earth Live’ è un prodotto che può essere declinato in tutto il mondo, ma ogni Paese ha anche i suoi particolari gusti televisivi. Ne tenete conto?
I. McDonough – Naturalmente cerchiamo di assecondare la sensibilità  delle aree in cui operiamo. In base alla mia esperienza posso dire, ad esempio, che negli Stati Uniti, su Bbc America, il genere più popolare sono le serie di fantascienza come ‘Doctor Who’ e ‘Torchwood’, mentre in Polonia va forte il factual entertainment come il reality ‘Come dine with me’ e i programmi dedicati al ‘makeover’, il rinnovamento nel senso più ampio, dalla ristrutturazione della casa al lifting del corpo. I Paesi nordici, invece, adorano le sit-com inglesi forse perché capiscono bene la lingua e apprezzano l’umorismo inglese.
Prima – Qual è la vostra politica per il doppiaggio?
I. McDonough – Seguiamo la tradizione delle aree su cui operiamo: in Europa occidentale tutto è sempre doppiato mentre nel Nord, Centro ed Est Europa i programmi in genere sono sottotitolati. La Polonia è un caso curioso perché utilizzano un’unica voce maschile per doppiare qualsiasi personaggio, compresi i ruoli femminili e i bambini.
Intervista di Roberto Borghi