CINEMA: AL VIA NUOVE QUOTE PER PRODUZIONI ITALIANE

DECRETO ORNAGHI-PASSERA;PREVISTO VOLUME AFFARI 200MLN EURO ANNO

(ANSA) – ROMA, 23 GEN – Cinema, arrivano le nuove quote di investimento finanziario e di programmazione nei palinsesti che le emittenti televisive devono riservare alle opere cinematografiche “di espressione originale italiana”. Lo annuncia il ministero dei beni culturali, precisando che lo schema di decreto firmato dai ministri Passera e Ornaghi è stato trasmesso oggi ai presidenti di Camera e Senato per acquisire il parere delle commissioni parlamentari competenti. Atteso da diversi anni dal settore cinematografico, sottolineano dal Mibac, il decreto specifica le quote che – nell’ambito dell’obbligo di investimento e programmazione delle opere europee già  disposto dalla normativa comunitaria e nazionale – devono essere riservate esclusivamente alle opere cinematografiche di espressione originale italiana. In particolare: “Per quanto riguarda l’obbligo di investimento, il provvedimento stabilisce per la RAI che il 3,6% dei ricavi complessivi annui debba essere destinato a produzione, finanziamento, pre-acquisto e acquisto di opere cinematografiche italiane, mentre per le altre emittenti tale obbligo riguarda il 3,5% degli introiti netti”. Per quanto riguarda invece l’obbligo di programmazione, il testo, anticipano dal ministero, “prevede per la Rai che sia dedicato a opere italiane l’1,3% del tempo di trasmissione per i palinsesti non tematici e il 4% di quelli tematici, mentre per le altre emittenti tale disposizione riguarda l’1% del tempo di diffusione per i palinsesti non tematici e il 3% per quelli tematici”. La misura, fanno notare dal ministero, “rende dunque più stabili e definiti gli investimenti nella nostra industria cinematografica da parte delle emittenti televisive, ancorandoli a valori oggettivi (gli introiti delle emittenti, la quota stabilita dalla legge, la percentuale stabilita nel decreto). Nel rispetto della quota di risorse già  prevista in favore delle opere europee e, quindi, senza introdurre oneri aggiuntivi per le emittenti, il decreto favorirà  la concentrazione, a vantaggio dei produttori indipendenti, di un volume di investimenti annui valutabile, complessivamente, in circa 200 milioni di euro”. Non solo: il provvedimento, viene aggiunto, “favorisce un consolidamento economico e finanziario delle imprese operanti nel settore, requisito fondamentale per assicurare un livello di produzione cinematografica che, oltre ad essere soddisfacente dal punto di vista economico, continui a preservare e raccontare l’identità  culturale del nostro Paese”. “Attraverso questo decreto – commentano Passera e Ornaghi – diamo certezza normativa e di investimenti alla cinematografia italiana, un settore fondamentale per lo sviluppo economico e culturale del Paese. Favoriamo inoltre – concludono i ministri dello sviluppo economico e della cultura – un significativo rafforzamento della sinergia fra chi produce i film in maniera indipendente e chi li diffonde, come le emittenti televisive. La cinematografia italiana ha tutte le carte in regola per svolgere un ruolo fondamentale sul fronte della nostra identità  culturale, dell’innovazione, della creazione di posti di lavoro, confrontandosi con l’agguerrita concorrenza internazionale”. Le camere hanno ora 30 giorni di tempo per esprimere il loro parere consultivo, termine dopo il quale il governo può decidere di procedere. Una volta emanato, il testo concluderà  un percorso iniziato con il decreto legislativo 122/1998 e più volte rivisto nel corso degli anni (decreti legislativi 177/2005 e 44/2010). (ANSA).

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