Norma la coraggiosa

Grazie alla tenacia del suo direttore, Norma Rangeri, e alla collaborazione del ministero dello Sviluppo, Il Manifesto, che a fine dicembre avrebbe dovuto interrompere le pubblicazioni per sempre, è riuscito a tornare in edicola il 2 gennaio gestito da una nuova cooperativa. E a febbraio la storica testata cambierà  il formato.

Cominciamo dalla fine che è anche un inizio: Il Manifesto cambia volto e da febbraio il formato sarà  il Berliner ma la gabbia grafica per un poco ancora rimarrà  la stessa. Lo annuncia a Prima Comunicazione Norma Rangeri, direttore del quotidiano comunista che da 41 anni e passa è a pieno titolo nel panorama politico giornalistico italiano, sia pure grazie a stravaganze uniche e colpi di scena ma anche a un’intelligenza politica che non è necessario condividere per poter riconoscere e, a volte, persino apprezzare.
A via Bargoni, più anonima e decentrata sede della redazione da quando ha dovuto abbandonare quella storica di via Tomacelli nel cuore della capitale, scorrono sentimenti in cui la sofferenza, la delusione, il risentimento e perfino la rabbia si impastano con un ottimismo che lascia stupefatti. La nuova cooperativa che ha preso in affitto la testata a 20mila euro al mese è riuscita in “un piccolo miracolo”, come dice Rangeri non prima di confessare di essere “molto provata da questi ultimi mesi pieni di fuoco”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 435 – Gennaio 2013

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