Protagonisti del mese, Scelte del mese

24 gennaio 2013 | 9:48

Sono ottimista

“Il mercato dell’audiovisivo è a un bivio: o muore o questa è la volta che in tre-quattro anni può esplodere, triplicando l’indotto fino a 500mila addetti, e diventare un motore del Paese”. Lo sostiene Carlo Degli Esposti, fondatore e presidente della casa di produzione cinematografica e televisiva Palomar.
Secondo Degli Esposti occorrono però alcune condizioni affinché ciò si verifichi: “Basta fare poche cose intelligenti e, prima di ogni altra, sciogliere nell’acido la legge Gasparri che ha fatto più danni di un virus letale. Il prossimo governo dovrà  per forza fare una nuova legge sul sistema dei media perché la Gasparri è morta. Se questa volta non ci sarà  un impegno serio del governo in questo settore, il mondo dell’audiovisivo italiano sparirà  e saremo colonizzati dal prodotto estero”.
Degli Esposti è convinto che “a determinare i risultati di ascolto e i fatturati pubblicitari sarà  sempre più la qualità  del prodotto, un trend che aiuterà  ad aprire anche da noi la concorrenza nell’audiovisivo. Ciò significa che le televisioni saranno obbligate a scegliere senza tenere conto col bilancino di equilibri politici e delle parrocchie di appartenenza di alcuni produttori. E con una vera concorrenza si alzeranno anche gli standard delle fiction”.
La Rai, secondo Degli Esposti, “ha grandi professionalità  e bravissime persone, ma è una macchina mastodontica che deve dimagrire velocemente per garantire una salute più longeva al servizio pubblico”. E lo sviluppo dell’audiovisivo – dice il produttore – potrebbe fornire l’occasione alla Rai per dimagrire: “La Rai ha centri di produzione in tutta Italia, che potrebbero diventare l’incubatore di un’industria audiovisiva che si sviluppa su base locale col sostegno delle Regioni e degli enti locali. Embrioni di questo tipo di industria sono già  nati in Toscana, Piemonte, Trentino, Puglia, che sono le punte avanzate di un processo che è in atto e che, con poco, si potrebbe rafforzare”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 435 – Gennaio 2013