Comunicazione, Editoria, New media

28 gennaio 2013 | 11:03

MEDIA: BOFFO, NON LO VEDO IL PAPA ALLE PRESE CON TWITTER

ANCHE DENTRO LA CHIESA C’E’ ‘UBRIACATURA’ DI SOCIAL NETWORK

(ANSA) – ROMA, 26 GEN – Mentre la Chiesa è sempre più mobilitata sui social network, da facebook a twitter, c’é chi mette in guarda dai rischi di una vera e propria “ubriacatura” sollecitando maggiore attenzione, invece, verso i media tradizionali. Un richiamo che è venuto da uno dei maggiori esperti di comunicazione della Chiesa italiana, il direttore di Tv 2000, Dino Boffo, ma per anni direttore di Avvenire, esperienza interrotta bruscamente. E proprio di quella pagina “dolorosa”, ha parlato Boffo a Venezia, in occasione in un incontro promosso dal Patriarcato di Venezia per la festa di San Francesco di Sales. Solo un accenno alla sua “storia dolorosa”: “sono vittima di un giornalismo killer – ha detto -. E i maestri di quel giornalismo vanno in video ad insegnare come si deve fare oggi giornalismo. Non so con quale faccia”. Ma è stato il tema dei social network ad essere analizzato da Boffo, che non ha risparmiato un giudizio anche “difficile”: “Permettetemi di dire che non lo vedo l’85enne Papa, teologo e pensoso, ad avere a che fare con twitter”. Benedetto XVI ha aperto, infatti, un account che ha quasi raggiunto i due milioni di follower, attualmente disponibili in nove lingue, ultima arrivata il latino. E proprio ieri c’é stato un tweet del Papa dedicato alla difesa della vita e al sostegno nei confronti di chi manifesta a questo proposito. “Questi new media – ha argomentato Boffo – sembrano darti sprint, un tocco di notorietà  a buon prezzo,”, ma per il direttore della Tv dei vescovi, possono solo aggiungersi e non sostituirsi a quelli classici. “Basta, basta – ha spiegato – questa ubriacatura la pagheremo cara, ci sveglieremo che non avremo più i nostri media cattolici, quelli classici”. Proprio giovedì scorso il Papa aveva parlato di social network in occasione del suo messaggio per la Giornata delle Comunicazioni sociali: i nuovi mezzi, ha spiegato Benedetto XVI, vanno usati “con equilibrio”, favoriscono “forme di dialogo” che, “se realizzate con rispetto, attenzione per la privacy, responsabilità  e dedizione alla verità ”, possono “rafforzare i legami di unità  tra le persone e promuovere efficacemente l’armonia della famiglia umana”. “Le persone che vi partecipano – ha spiegato il Papa – devono sforzarsi di essere autentiche”, perché in questi spazi “si comunica se stessi”. “Lo sviluppo delle reti sociali richiede impegno”, ha sottolineato Benedetto XVI nel messaggio dedicato quest’anno al tema “Reti sociali: porte di verità  e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione”. “A livello di Chiesa la tematica non è così posseduta e recepita, la riflessione non cresce. E questo è un problema”. Con queste parole l’arcivescovo Claudio Maria Celli, “ministro” vaticano delle Comunicazioni, aveva spiegato perché Benedetto XVI abbia scelto di dedicare il suo messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni al tema dei social network. Di social network ha parlato oggi anche il card. Angelo Scola, in occasione di un incontro a Milano, sempre organizzato in occasione della festa del santo patrono dei giornalisti: “La franchezza con cui i giovani si esprimono sui social network e l’aiuto delle nuove tecnologie a volte anche con insulti e pregiudizi, è tuttavia un’espressione di libertà . In una fase di transizione come la nostra, quella della libertà  è la questione numero 1. Ma ognuno di noi la pratica in modo riduttivo”.(ANSA).