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28 gennaio 2013 | 11:05

INTERNET: 85% GIOVANI UNDER 30 ITALIANI LO USA

MA PER 87% DA NUOVE TECNOLOGIE NO RINNOVAMENTO SOCIETA’

(ANSA) – MILANO, 26 GEN – L’85% dei giovani under 30 italiani usa internet, in linea con i loro coetanei europei. Tuttavia 3 su 4 non credono che le nuove tecnologie abbiano aumentato la partecipazione, e l’87% che portino ad un rinnovamento della società . Sono alcuni dei dati contenuti nel ‘Rapporto Giovani’, realizzato dall’Istituto Toniolo, e presentato oggi a Milano nell’incontro tra l’arcivescovo della città , cardinale Angelo Scola, e i giornalisti sul futuro della comunicazione. “Abbiamo intervistato 9mila giovani tra i 15 e 29 anni – spiega Alessandro Rosina, professore di Demografia presso l’univesità  Cattolica di Milano – su nuove tecnologie e comunicazione. Questa è la prima generazione interamente digitale”. A differenza di tutta la popolazione, dove meno del 50% degli over55 usa internet, tra gli under 30 si sale all’85%. Chi naviga, lo fa per inviare messaggi di posta elettronica (8 su 10), leggere i quotidiani online (50%) o pubblicare opinioni e commenti (1 su 3). Circa il mondo della comunicazione, quasi il 70%, secondo il rapporto, consulta almeno una volta alla settimana un quotidiano online, il 45% da tablet e smartphone. “A consultare i quotidiani su internet – continua Rosina – sono il doppio dei ragazzi che leggono il giornale cartaceo. Resiste il tg, spesso guardato insieme alla famiglia. Negli ultimi 3 anni sono calati i giornali su carta e aumentati moltissimo quelli su web, consultati prima da 1 su 2 e ora da 8 su 10″. Il 73% dei ragazzi inoltre discute delle notizie sui social network, e l’11% ha un blog personale. I giornali online sono ritenuti più affidabili, mentre i dibattiti televisivi e social network i meno sicuri. “Anche se le nuove tecnologie – conclude Rosina – fanno parte della loro identità  di generazione, molti sono convinti che non abbiano aumentato la possibilità  di partecipazione, e sono molto scettici sul fatto che le nuove tecnologie possano portare ad un rinnovamento dei processi decisionali nel Paese”. Dati che mostrano, per Enrico Mentana, direttore del tg di La7, che “questi giovani hanno il mondo in tasca, ma non hanno accesso ad una società  invecchiata”. E su questo tema è intervenuto anche il card. Scola, sottolineando come per “la prima volta le nuove generazioni siano messe peggio di quelle precedenti”. E parlando del loro uso delle nuove tecnologie, il cardinale ha rilevato come “la franchezza con cui i giovani si esprimono sui social network e l’aiuto delle nuove tecnologie a volte anche con insulti e pregiudizi, è tuttavia un’espressione di libertà . In una fase di transizione come la nostra, quella della libertà  è la questione numero 1. Ma ognuno di noi la pratica in modo riduttivo”. Secondo il cardinale “la libertà  si è ridotta alla libertà  di scelta – continua – sganciata dal principio del bene e del male. Il solo atto di scegliere è considerato distintivo della libertà , ma non è così. La verità  è che la libertà , tanto conclamata, é in realtà  poco realizzata, soprattutto per i giovani”. Nelle nuove generazioni c’é grande “interesse all’informazione – conclude Scola – ma ciò non basta. Bisogna mettere in atto dei processi di libertà , mettere in moto delle riflessioni e quella sana inquietudine che è tipica dei giovani”.(ANSA)