Editoria

28 gennaio 2013 | 12:29

IRAN: ONDATA ARRESTI GIORNALISTI, COLLABORAZIONI CON ESTERO

FARS, ALMENO 11 IN MANETTE, ‘LAVORANO CONTRO RIVOLUZIONE’

(ANSA) – TEHERAN, 28 GEN – In Iran undici giornalisti sono stati arrestati per collaborazione con media stranieri attivi in lingua farsi. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars definendo i giornalisti arrestati come “attivisti dei media affiliati a organi sediziosi e anti-rivoluzionari”. Nell’annunciare che “presto” la Procura diffonderà  una dichiarazione, l’agenzia vicina ai Pasdaran ha precisato che fra i giornali e riviste colpite dagli arresti c’é anche il quotidiano Shargh e l’agenzia specializzata in questioni del lavoro Ilna. Oltre al principale quotidiano moderato del paese (Shargh, già  costretto a chiudere temporaneamente più volte in passato), le altre pubblicazioni colpite dagli arresti sono i giornali Arman, Bahar ed Etemad ed il settimanale Aseman, anch’esso definibile vicino ai riformisti. I nome degli arrestati, secondo un elenco fornito dalla Fars, sono Javad Daliri, Sasan Aghaei, Nasrin Takhayori, Milad Fadaei, Sasan Mohammadi, Pouria Alami, Pejman Mousavi, Motahareh Shafiey, Narges Jodaki, Akbar Montajabi ed Emily Amraei. Nell’evocare la collaborazione con “media anti-rivoluzionari”, l’agenzia vicina ai Guardiani della rivoluzione (Pasdaran) fa implicito ma evidente riferimento ai servizi in persiano di Bbc, Voice of America, Radio Free Europe e Radio Farda costantemente accusate di condurre una “guerra morbida” a base di informazione distorta al fine di indebolire la Repubblica islamica minando il morale dei cittadini. Il ministero della Cultura, che controlla i media, citato dall’agenzia Mehr ha sottolineato che gli arresti non sono dovuti ad attività  legate al giornalismo ma diversi crimini e ha rimandato per dettagli alle forze di sicurezza. Su internet sono inoltre irraggiungibili il sito di informazione Tabnak (vicino ad un candidato conservatore alle prossime elezioni presidenziali di giugno) e quello Bastab Emrus: fonti ufficiali di quest’ultimo però sottolineano che l’oscuramento è dovuto ad un attacco informatico. (ANSA).