Editoria

06 marzo 2013 | 18:05

EDITORIA: STUDIO USA, UOMINI DOMINANO MONDO LIBRO

SESSISMO STRISCIANTE, AUTORI E CRITICI SOPRATTUTTO MASCHI

(di Alessandra Baldini) (ANSA) – NEW YORK, 6 MAR – Letteratura poco o sempre meno rosa: uno studio americano condotto sulle principali riviste culturali anglosassoni ha scoperto una spiccata preferenza per scrittori e critici uomini. I maschi continuano ad occupare una fetta sproporzionatamente vasta della torta secondo la ricerca dell’organizzazione statunitense Vida che punta i riflettori sulla presenza delle donne nelle arti: lo studio ha passato in rassegna per tre anni pubblicazioni importanti come il New Yorker, la New York Review of Books, il Times Literary Supplement e la London Review of Books, scoprendo che a tutto campo la presenza femnminile è decisamente marginalizzata. Alcuni esempi: alla London Review of Books nel 2012 il 24% (66 su 276) delle recensioni erano opera di autrici donne, con il 27% dei libri recensiti firmati da scrittrici. Alla New York Review of Books la percentuale è risultata ancora inferiore: 16% delle recensioni e 22% dei libri recensiti. Le percentuali sono sostanzialmente analoghe a quelle del 2010, mentre in altre riviste come Harper’s il numero delle scrittrici recensite è calato nell’arco dei tre anni da 21 nel 2010, 19 nel 2011 e appena 11 nel 2012. A New Republic sono diminuite le donne a cui è stata affidata la recensione: da 13 nel 2010 a 11 nel 2011 e solo nove nel 2012. Complessivamente in calo la fetta rosa di Paris Review: 188 su 88 firme nel 2012 da 32 su 91 nel 2010. C’é una sola eccezione ed è la poesia: sulla rivista Poetry nel 2012 il 45% dei versi pubblicati erano di autrici donne. Ma per il resto è un deserto. Con buona pace di autrici come Zadie Smith, Jumpha Lahiri per non parlare di J.K. Rowling e E L James, “siamo davanti a cifre estremamente basse”, ha commentato la scrittrice Jenny Diski. Secondo la collega Jenny Turner “il problema è sottile e radicato, il che rende difficile affrontarlo con i metodi tradizionali”. Secondo la Turner “il sessismo è diventato strisciante e di conseguenza i responsabili delle riviste sono completamente inconsapevoli del modo con cui scoraggiano le donne. Peggio ancora, le donne non capiscono che sono discriminate: pensano che il giudizio negativo debba essere vero e non si sentono abbastanza adeguate”. (ANSA).