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08 marzo 2013 | 11:30

Ivass/ Polizze Rc auto contraffatte su 3 siti internet

Roma, 8 mar. (TMNews) – Nel mirino dell’Ivass finiscono tre casi di commercializzazione di polizze Rc auto contraffatte, anche con durata temporanea (5 giorni) su tre siti internet: www.playitalia.eu, www.assicurazione5gglowcost.it, www.mediabrokerline.com. L’Autorità  ha richiamato l’attenzione degli utenti e degli intermediari sulla circostanza che “i siti web degli intermediari che esercitano l’attività  di intermediazione tramite internet devono sempre indicare: i dati identificativi dell’intermediario; l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica, il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass. Per gli intermediari del See abilitatati ad operare in Italia – si legge nella nota diffusa dall’Ivass – il sito web deve riportare, oltre ai dati identificativi ed ai recapiti sopra indicati, l’indicazione dell’eventuale sede secondaria nonché la dichiarazione del possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività  in Italia con l’indicazione dell’Autorità  di vigilanza dello Stato membro di origine”. I siti web che non contengono tali informazioni “non sono conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa ed espongono il consumatore al rischio di stipulazione di polizze contraffatte”. L’Ivass raccomanda sempre di “verificare, prima della sottoscrizione dei contratti, che gli stessi siano emessi da imprese e tramite intermediari regolarmente autorizzati allo svolgimento dell’attività  assicurativa e di intermediazione assicurativa, tramite la consultazione sul sito www.ivass.it: degli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare in Italia (elenchi generali ed elenco specifico per la r.c. auto); dell’elenco degli avvisi relativi a “Casi di contraffazione o società  non autorizzate”; del Registro unico degli intermediari assicurativi e dell’Elenco degli intermediari dell’Unione Europea”.