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11 marzo 2013 | 12:57

Pirateria: la metà  dei software in Italia è senza licenza

La pirateria dei software brucia miliardi di dollari a consumatori e aziende in tutto il mondo. In particolare 1,5 miliardi di ore e 22 miliardi di dollari per le attività  di identificazione, riparazione e ripristino, e 114 miliardi di dollari complessivi per la gestione dell’impatto di un attacco informatico dovuto a malware. Sono le stime del nuovo studio Idc commissionato da Microsoft Corp. sulla pirateria informatica diffuso l’11 marzo 2013.
Lo studio ha analizzato 270 siti web e reti peer-to-peer, 108 download di software e 155 cd/dvd e sono stati intervistati 2.077 consumatori e 258 responsabili it o cio in Brasile, Cina, Germania, India, Messico, Polonia, Russia, Thailandia, Regno Unito e Stati Uniti. E’ emerso che i rischi per gli utenti che decidono di usare software contraffatti sono nettamente maggiori al risparmio economico: le probabilità  che i loro computer vengano infettati da malware inattesi sono da una a tre per i consumatori e da tre a dieci per le aziende.   Infatti, il 78% dei software scaricati da siti o reti peer-to-peer include qualche tipo di spyware, mentre il 36% contiene Trojan e adware.
Il tasso di pirateria del software in Italia indica nel 48% il valore per il nostro Paese, rispetto ad un tasso medio in Europa del 33%. Quasi la metà  dei software installati è senza licenza, con una perdita per l’industria pari a 1.398 milioni di euro.
I risultati dell’indagine nell’infografica e nel documento in allegato.

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