Editoria

14 marzo 2013 | 14:59

Editoria/ Peluffo: Serve piano nazionale per rilanciare lettura

Roma, 14 mar. (TMNews) – Stimolare la lettura e coltivare la diffusione della conoscenza è uno degli obiettivi più urgenti per consentire al nostro Paese di recuperare posizioni sugli indici di lettura e ridurre il distacco culturale con i più avanzati paesi della Ue. Occorrono quindi interventi pubblici efficaci per promuovere la lettura: non solo come condizione base per ogni politica culturale, ma anche perché da questo discende la possibilità  di contribuire allo sviluppo economico, ormai sempre più correlato alla diffusione della conoscenza. Sulla lettura il governo è già  intervenuto con una campagna che ha avuto grande visibilità  sui media, e che continua, promossa dal Dipartimento editoria. Il prossimo Governo potrà  trovare dati e spunti nel “Rapporto sulla promozione della lettura in Italia – 2013″ curato dal Forum del libro, su incarico sempre del Dipartimento editoria. Un rapporto crudo che evidenzia gli effetti della crisi dipingendo un quadro poco confortante, anche a dispetto della vivacità  di iniziative promosse da istituzioni nazionali e locali, pubbliche e private. “Servirebbe un grande piano nazionale per diffondere la lettura e la conoscenza”, sostiene Paolo Peluffo, e ciò partendo proprio dall`analisi del rapporto elaborato dal Forum del libro. Il Rapporto verrà  presentato lunedì 18 marzo alle ore 17, presso la sala Fandango Incontri, via dei Prefetti 22, Roma, e commentato da Paolo Peluffo, sottosegretario della presidenza del Consiglio con delega all`editoria, e Giovanni Solimine, presidente dell`Associazione Forum del libro. Lo studio costituisce la più aggiornata indagine sui luoghi dedicati alla lettura tradizionali, come le biblioteche, e sullo sviluppo delle nuove tecnologie di scrittura, individuando le buone pratiche su cui puntare. Parteciperanno all`incontro, tra gli altri, il direttore di Radiotre, Marino Sinibaldi e Rossana Rummo, direttore generale delle biblioteche e degli archivi dei Beni culturali.