Editoria

14 marzo 2013 | 15:19

STREGA: TULLIO DE MAURO, PIU’ DEMOCRATICO GRAZIE A RETE

PRESIDENTE DEL COMITATO DIRETTIVO, LITIGI FANNO NOTIZIA

di Mauretta Capuano). (ANSA) – ROMA, 14 MAR – Da sempre le polemiche accompagnano il Premio Strega ma ogni anno si fanno più accese. Proprio in questa edizione, in cui è stato introdotto il voto telematico, é stato messo in discussione il meccanismo del più ambito premio letterario italiano da editori e giurati come Inge Feltrinelli, comunque affezionata al premio, ed Emanuele Trevi. Mentre Alessandro Barbero si è dimesso dal Comitato direttivo per sostenere la candidatura di Aldo Busi. Forse il premio – di cui saranno annunciati il 5 aprile i 12 candidati selezionati – andrebbe modificato profondamente? “La rete, il suo effettivo utilizzo ci permetterà  di fare altri passi sulla via di un premio “democraticò” dice in un’intervista all’ANSA il presidente del Comitato Direttivo Tullio De Mauro. “Negli ultimi anni abbiamo raccolto e censito proposte per migliorare il funzionamento del Premio. Continueremo a farlo, ma attenzione: ognuno dei quattrocento Amici è libero, insieme a un altro, di presentare al concorso qualunque libro e autore dell’annata, di qualunque editore”, spiega De Mauro. “Perché i libri siano ragionevolmente leggibili da tutti i votanti a cui li inviamo in Italia e fuori, abbiamo aumentato – spiega De Mauro – il tempo di lettura prima del Premio, oliato i meccanismi di invio e distribuzione dei libri, ma non possiamo non limitare il numero a dodici al massimo. Chi scorre l’elenco delle dozzine può verificare che diamo il massimo spazio possibile ad autori anche esordienti e a case editrici anche non delle più potenti, che fanno un gran lavoro di ricerca di autrici e autori nuovi”. Inoltre, “attivare i collegamenti internet per il voto significa anche avviarci a rafforzare le possibilità  (già  esistenti ma finora poco sfruttate) di interazione e discussione tra gli Amici in corso d’anno a proposito di tutti libri di narrativa che vanno apparendo”. Ma come spiega De Mauro queste crescenti polemiche proprio quest’anno che è stato introdotto il voto telematico? “Si discute, si litiga, il litigio fa notizia, ma a bilancio si può dire che le scelte dei libri da mettere in gara, da selezionare per la cinquina e poi per il premio finale sono tali da anticipare e assecondare il gusto della società  dei e delle leggenti. I libri della cinquina e il libro vincitore lanciati dalla qualità  delle scelte proposte e fatte da una vasta platea e la risonanza del Premio rompono gli stretti argini abituali della lettura nel nostro paese: buoni libri si fanno spazio in centinaia di librerie (che da alcuni anni a turno designano come votanti i loro lettori più forti) e in decine di migliaia di famiglie e case, perfino in parecchie di quelle case (circa l’80% secondo l’Istat) in cui i libri scarseggiano o mancano del tutto” sottolinea il presidente. De Mauro ricorda anche che “dalla sua nascita, quasi settant’anni fa, la piccola comunità  degli Amici della Domenica è stata venata e a volte scossa da polemiche, qualche volta assai più aspre delle recenti. In parte è inevitabile. Maria Bellonci e Franco Alberti pensarono il premio Strega come un premio aperto, ‘democratico’” e “la comunità  degli Amici non è fatta solo da un gruppo ristretto di critici che elaborano in camera caritatis le loro scelte”. Il voto telematico “é l’alternativa migliore, cioé più sicura e più rapida, alla consegna a mano della propria scheda. A via Fratelli Ruspoli, per selezionare la cinquina, e poi a Villa Giulia, per il voto finale, scrutineremo a parte, pubblicamente come sempre, voti telematici e voti su scheda cartacea” sottolinea. Da tempo si lamenta anche il dominio del gruppo Mondadori e i piccoli editori vorrebbero maggiore attenzione. Ma De Mauro spiega che “Stefano Petrocchi, colonna della Fondazione Bellonci e della gestione del Premio, ha ripetutamente messo a punto e diffuso statistiche dalle quali vediamo che Mondadori e gli altri maggiori editori si affermano nello Strega tanto quanto in altri premi”. “Quello che possiamo fare è garantire il più largo accesso alla gara” dice De Mauro e aggiunge: ‘gli editori meno vincolati al mercato fanno un enorme, prezioso lavoro di ricerca e promozione di nuovi talenti, di libri su cui scommettere con coraggio. Nelle attivita’ collaterali al Premio, che la Fondazione svolge durante l’anno, facciamo ogni sforzo per presentare e valorizzare libri di tutti gli editori, non solo dei maggiori”.(ANSA).