Comunicazione

15 marzo 2013 | 18:05

TV: MENTANA AI GIOVANI, NON SIATE FANALINI DI CODA

E’ INSENSATO CHE A GESTIRE IL PAESE SIANO SEMPRE GLI STESSI

(di Mauretta Capuano) (ANSA) – ROMA, 15 MAR – Enrico Mentana guarda al futuro mettendosi da parte nella sua lectio magistralis sul giornalismo, oggi a ‘Libri Come’, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. E, a 58 anni, spinge i giovani a prendere in mano la situazione. “Se le nuove generazioni, anche attraverso l’utilizzo sapiente dei social network, non impostano una rivoluzione copernicana le cose non cambieranno. Non accontentavi di essere i fanalini di coda della società ” dice il direttore del TgLa7. Il nostro Paese, incalza Mentana, più volte applaudito dai ragazzi in platea, “é guidato da persone, a tutti i livelli, che appartengono al passato e hanno fottuto la vostra generazione. Stiamo per salutare il Presidente della Repubblica che ha 87 anni e c’é chi vorrebbe che non se ne andasse. Di fronte ad a un passaggio tecnologico come quello degli ultimi 10 anni è possibile che a gestire le cose siano sempre gli stessi? E’ insensato. Tutti i mercati del lavoro sono fatti per ostruirvi la strada e questo distrugge voi e anche noi”. E’ una spinta a svegliarsi quella che viene dal giornalista in un affollatissimo incontro: “siete – sottolinea – la generazione meno antagonista che io abbia mai conosciuto. Il Popolo Viola è scomparso completamente. I movimenti appaiono e scompaiono. Vi auguro di avere la curiosità  divorante per fare quello che non siamo riusciti a fare noi, cambiare il mondo”. E’ chiaro, sottolinea anche Mentana, che “nessuno rinuncia al suo posto. Dovete essere voi a smantellare un sistema, altrimenti entrerete come ruote di scorta”. Più che una lectio magistralis quello del direttore del TgLa7 è stato un dialogo diretto, intenso con i tanti ragazzi in sala, spinti a trovare nuove vie per un mondo dell’informazione in profonda trasformazione che nessuno sa dove stia andando. “La professione giornalistica è cambiata completamente. Restano molti posti in piedi e il giornalismo c’entra molto poco con i corsi preparatori, universitari e i master. E’ fatto di fiuto, passione, tenacia e un po’ di pelo sullo stomaco”, dice Mentana ripercorrendo anche le tappe della sua carriera. Ma l’informazione dove va? “Impossibile dirlo. Come sarà  il mix non lo sappiamo assolutamente. Anch’io la maggior parte delle notizie le ottengo da Twitter. Se avessi vent’anni – spiega Mentana, che a 27 anni conduceva il Tg1 – e volessi fare il giornalista penserei a un aggregatore nuovo che cerchi di mettere insieme le notizie e ci ragionerei. Non ci sono più vecchi maestri di ginnastica per l’informazione. Internet ha portato a una distruzione di valore. Se puoi dare le cose gratis non riuscirai mai più a fartele pagare”. Tante le domande e gli applausi che diventa impossibile rispondere a tutte, ma Mentana è molto disponibile e lascia ad alcuni ragazzi la sua mail. Fra le tante questioni, l’atteggiamento di Grillo verso i giornalisti. “Sono stato accusato fin dall’inizio di essere filo grillino perché ho dato spazio al M5S. Ma se c’é un movimento che si interseca con i desideri dell’opinione pubblica perché lo devi nascondere? Perché disturba l’establishment? Perché fa paura al Pd? Puoi mettere in evidenza tutte le criticità , ma devi dare spazio” e poi aggiunge che non è “mai condivisibile l’ostracismo”, “in parte, anche io credo che l’informazione sia da rottamare”. E se è vero che “le notizie non sono più patrimonio di pochi, più si allarga la platea più ci sarà  bisogno di un mediatore, ma oggi non sappiamo quale sarà  questo tipo di figura”. (ANSA).