Editoria

19 marzo 2013 | 10:08

LIBRI: 54% ITALIANI NON LEGGE MA PROMOZIONE E’ VIVACE

DE MAURO E GREGORY, DAI POLITICI DISINTERESSE TOTALE

(di Mauretta Capuano). (ANSA) – ROMA, 18 MAR – Il 54% degli italiani non prende mai in mano un libro. Nel 2012 (anno per cui non si hanno dati completi) solo il 46% degli italiani ha dichiarato di aver letto almeno un libro all’anno. Un dato stagnante da quasi vent’anni dopo un periodo di grande crescita, fra il 1965 e il 1988, quando si è passati dal 16% di lettori al 36,8%. E’ la fotografia dettagliata che emerge dal ‘Rapporto sulla promozione della lettura in Italia’ a cura dell’Associazione Forum del Libro su incarico del Dipartimento per l’Informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un problema, denunciano concordi Tullio Gregory e Tullio De Mauro, dovuto anche al “disinteresse totale della classe dirigente italiana alla cultura in generale e ai libri, anche da parte della sinistra laica”. Il Rapporto è un’ampia radiografia anche sulle principali azioni di promozione della lettura, su festival, premi e sulla relazione libri e media da cui viene fuori che “il settore mostra una ragguardevole vivacità ” a cui però fa da “riscontro una notevole difficoltà  ad incrementare la percentuale di lettori che non si può attribuire solo alla crisi”. Ed è “da questa contraddizione che bisogna partire se si vuole modificare la situazione attuale” come ha sottolineato Giovanni Solimine, presidente dell’Associazione Forum del libro. “Serve una strategia integrata pluriennale sulla lettura e sui libri” ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Paolo Peluffo che parla di questo Rapporto come “ultima iniziativa” da sottosegretario. “Da tutta questa galassia serve definire una strategia organica. Il valore economico del libro va difeso” e ha indicato tre punti: “servirebbe una legge per la promozione della lettura, un’azione al sostegno alla domanda e bisogna potenziare il Centro per il Libro e la Lettura, forse trasformandolo in fondazione”. D’accordo Rosanna Rummo, direttore generale delle biblioteche e degli archivi del ministero dei Beni culturali che spiega: “oggi ci vogliono azioni più strutturali, un Centro per il libro più dinamico e una scuola rinnovata”. “Il primo problema con cui ci si scontra sempre – ha messo in luce il presidente dell’Aie, Marco Polillo – è la mancanza di soldi ma quello che serve è l’unione d’intenti”. Dal Rapporto risulta che le biblioteche di base, comunali, enti locali sono 6 mila ma raggiungono l’11,7% dei cittadini, le librerie sono colpite dal calo dei consumi e delle vendite online e il libro elettronico non riesce ancora ad avere in Italia una funzione importante di recupero del calo di vendite dei libri cartacei: 41 milioni di italiani hanno una connessione a Internet e l’ebook occupa intorno al 5% dell’offerta libraria. I festival letterari sono 1.200 di cui la metà  nelle Regioni settentrionali (50% al nord). “Non si hanno studi precisi sull’impatto – spiega Solimine – però il 10% dichiara una partecipazione superiore a 100 mila persone. Nelle realtà  più importanti questi festival sono un interessante moltiplicatore economico”. Cento le schede dedicate ai premi letterari, oltre 150 le leggi regionali e tante le iniziative del sistema associazionistico e del volontariato. (ANSA).