TLC

19 marzo 2013 | 10:18

TLC: GIUNGLA CONTRATTI,5MILA RECLAMI,VERSO NUOVE REGOLE

AGCOM PROPONE DELIBERA DA SERVIZI NON RICHIESTI A RECESSI

(ANSA) – ROMA, 18 MAR – Contratti non richiesti, offerte poco trasparenti, diritto di recesso non facile, modifiche delle condizioni: una giungla che nel 2012 ha fatto salire il numero di reclami all’Autorità  per le tlc a quota 5mila, in crescita sul 2011 e stabili sul 2010. Ma si tratta solo di chi denuncia, perché tanti altri si rassegnano e cambiano semplicemente operatore sperando in un miglior trattamento. Per questo l’Agcom ha deciso di tornare su questo difficile terreno mettendo in consultazione un documento con un nuovo regolamento, che riguarda tutti i contratti tra operatori e utenti, quindi non solo quelli stipulati a distanza (tipicamente per telefono o attraverso il porta a porta) e che vuole dare maggiori certezze ai consumatori da molti punti di vista. Tanto per cominciare, viene introdotto un nuovo articolo di carattere generale, secondo cui “la pubblicazione di informazioni circa le offerte commerciali, effettuata con qualsiasi mezzo, deve avvenire in modo chiaro, completo e trasparente, evitando formulazioni ambigue o che possa indurre in errore gli utenti”. Dovrebbe bastare questo per assicurare trasparenza e quindi evitare raggiri e trappole varie, ma come noto il diavolo si nasconde nei dettagli e quindi l’Agcom entra con decisione in tutti i particolari. Il divieto di fornitura di prestazioni non richieste, per esempio, diventa ancora più stringente, quando si prevede che “la mancata risposta dell’utente a una offerta di fornitura non può essere considerata come consenso contrattuale”. Quanto alla durata dei contratti, l’Autorità  propone di introdurre una norma che ribadisca come questi non possano imporre un primo periodo di impegno iniziale superiore ai 24 mesi e comunque gli operatori devono garantire la possibilità  di un’adesione a un contratto di durata massima di 12 mesi. Grande attenzione viene poi riservata alla modifica delle condizioni contrattuali: “Sempre più spesso – spiega infatti l’Autorità  – si assiste a rimodulazioni tariffarie o contrattuali non sempre giustificabili”. Per questo si prevede che la modifica possa avvenire solo in seguito a “un giustificato motivo indicato nel contratto stesso”. Non solo: il preavviso deve essere di almeno un mese e il contratto deve decadere se la comunicazione del recesso da parte del consumatore arriva prima dell’entrata in vigore delle modifiche. Infine le eventuali modifiche dovranno essere comunicate in fattura in modo chiaro e inequivocabile. Per quanto riguarda i contratti stipulati a distanza, poi, si prevedono nuove regole di trasparenza, ma anche relative alla cessazione del rapporto contrattuale e all’esercizio del diritto di recesso: in particolare, l’operatore, in caso di recesso, “non potrà  richiedere alcun corrispettivo per le prestazioni eseguite se l’esecuzione non sia stata preventivamente autorizzata dal consumatore”.(ANSA).