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19 marzo 2013 | 10:43

Riciclaggio/ Legali Scaglia: prove frode ai danni di Fastweb

Roma, 18 mar. (TMNews) – “Tutte le prove e le testimonianze raccolte in due anni e mezzo di processo dimostrano chiaramente l`esistenza di una frode ai danni di Fastweb e del suo top management”. Così hanno detto i difensori di Silvio Scaglia, gli avvocati Antonio Fiorella e Carlo Federico Grosso, nel corso del loro intervento davanti ai giudici del tribunale di Roma nell’ambito del processo in cui il manager è sotto accusa. Nei confronti del fondatore di Fastweb i pubblici ministeri hanno chiesto 7 anni di pena. Secondo quanto spiegato dai legali “non esiste alcun movente che possa aver spinto Fastweb e il suo top management a mettere in atto una truffa ai danni dell`erario: come è stato ampiamente documentato e prodotto in aula, l’azienda di telefonia ha pagato tutta l`Iva dovuta in riferimento alle operazioni commerciali denominate ‘Phuncard’ e ‘Traffico Telefonico’. Non solo: Fastweb ha sempre sofferto di ampi crediti di Iva legati agli investimenti fatti per gli scavi per la posa della fibra ottica, investimenti che hanno generato nel periodo tra il 1999 e il 2007 ben 247 milioni di euro di Iva su investimenti chiesti a rimborso e, al 31/12/2007, 73 milioni di Euro non erano ancora stati rimborsati all`azienda”. Fastweb non ha conseguito alcun beneficio dalle operazioni ‘Phuncard’ e ‘Traffico Telefonico’, al contrario queste sono state fonte di un ingente danno economico, pari a 75,3 milioni di Euro. Gli avvocati di Scaglia lo hanno ripetuto davanti ai giudici della I sezione del tribunale di Roma. “A quel tempo inoltre, il rischio che si potesse prefigurare una frode carosello ai danni dell`azienda non poteva essere in alcun modo ipotizzabile; a quel tempo le frodi carosello legate al settore delle telecomunicazioni non si erano mai verificate e nessuno ne avrebbe potuto cogliere il più lontano rischio”. Il collegio difensivo ha sottolineato che sia ‘Phuncard’ che ‘Traffico Telefonico’ erano “totalmente in linea con il trend del mercato delle tlc dell’epoca e, agli occhi della società  e del suo top management, operazioni reali e lecite, soprattutto a fronte delle numerose verifiche e degli autorevoli pareri richiesti nel corso degli anni. “Operazioni commerciali nelle quali l`ingegner Scaglia non era a conoscenza, tanto meno ha svolto un ruolo operativo, essendo in quegli anni ovvero nel 2003 occupato a sviluppare la strategia del Gruppo in grande espansione”. Tutte le accuse rivolte dai pm nei confronti dell`ingegner Silvio Scaglia “non solo non sono state dimostrate, ma anzi in sede di dibattimento il quadro probatorio ha delineato la sua totale estraneità  ai fatti che gli sono stati contestati”.