Editoria, New media

19 marzo 2013 | 15:56

Ict: Assinform, 2012 ancora negativo (-1,8%), pessimismo per 2013

(ASCA) – Milano, 19 mar – Ancora un anno con il segno meno per il mercato italiano dell’Ict. Secondo quanto emerge dai dati diffusi da Assinform, l’Associazione nazionale che rappresenta le imprese attive nel settore, l’economia digitale italiana nel 2012 ha fatto segnare un trend negativo per l’1,8%, incidendo comunque per il 4,9% sul pil nazionale. Un calo meno marcato rispetto a quello fatto registrare a fine 2011 (-2,1%) e trainato soprattutto dalla crisi dei servizi Ict tradizionali(-4,7%) solo in parte controbilanciata dalla crescita dei contenuti e pubblicita’ digitale (+7,2%) e da quella del comparto software e soluzioni Ict (+2,4%). Numeri che pongono l’Italia indietro rispetto alla media europea, dove il tasso medio di crescita del mercato digitale si e’ attestato nel 2012 allo 0,6% e il peso dell’economia digitale ha raggiunto il 6,8% del Pil dell’area euro, e lontana rispetto ai dato mondiale che nel 2012 ha vito l’economia digitale marciare al tassi di crescita del 5,2%. Le stime per il 2013 sono legate all’azione di governo. Perche’ se non ci saranno interventi specifici finalizzati a invertire questa tendenza, ha spiegato il presidente di Assinform, Paolo Angelucci, ”le stime per il 2013 non possono non essere segnate da un profondo pessimismo: ci attendiamo, infatti, un’ulteriore discesa del Global Digital Market del -3,6%, con l’It tradizionale in caduta libera a -5,8%, con pesanti ricadute soprattutto sull’occupazione. Se, al contrario, si dara’ avvio a un vero cambiamento del quadro di riferimento, introducendo elementi di correzione degli assetti attuali, allora si potra’ iniziare a vedere una luce in fondo al tunnel della crisi e l’inizio di un’inversione di tendenza del Global Digital Market, che stimiamo potra’ attestarsi a -1,5%”. In cima alla scaletta delle priorita’, secondo Angelucci, il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale, l’assegnazione dell’Agenzia per l’Italia Digitale alla responsabilita’ del governo, l’introduzione di un credito di imposta ”strutturale” per la ricerca e l’innovazione. Assinform sollecita inoltre una rapida soluzione al problema dei debiti della Pa verso le imprese e chiede l’apertura di piu’ linee di credito per le aziende che investono in innovazione.