Televisione

21 marzo 2013 | 10:55

TV: DON MATTEO LASCIA GUBBIO PER SPOLETO, E’ RIVOLTA

ALLA VIGILIA DELLE RIPRESE CAMBIO DI LOCATION PER POPOLARE SERIE

(di Alessandra Magliaro) (ANSA) – ROMA, 20 MAR – E’ come se Montalbano andasse via da Vigata, niente nuotata sotto casa, niente scorci barocchi mentre si catapulta giù per i vicoli con la vecchia Tipo. Invece accade ad un altro popolare protagonista della tv: Don Matteo, che in sella alla bicicletta filerà  via dalla canonica medioevale e dalla Piazza Grande di Gubbio per spostare il suo fiuto da detective navigato a Spoleto, 80 km più in là . Il cambio di location, a pochi giorni dalle riprese della nona serie tra le più viste di Rai1, ha scatenato una guerra di campanili, una sfida tra guelfi e ghibellini in terra umbra, di mezzo ci si mettono pure il sindaco e il vescovo di Gubbio. C’é poco da sorridere, non è questione da poco in tempi di crisi economica. Esattamente come per l’immaginaria Vigata di Andrea Camilleri, anche per Gubbio esiste un fiorente turismo sull’onda della popolarità  di una serie che anno dopo anno non ha perso affatto appeal sul pubblico, tanto da essere riconfermata nei piani di produzione di Rai Fiction ogni volta. Come se la caveranno gli sceneggiatori? Come si giustificherà  l’uscita di Don Matteo dalla cittadina? Non sarà  una passeggiata, ma se a Beautiful fanno ritornare i morti una soluzione si troverà . Dopo oltre 10 anni la Lux Vide che produce la serie si congeda, respingendo l’offerta economica dell’ente locale, arrivata a quanto pare troppo tardi ed evidentemente inferiore a quella della concorrenza. E così la città  di Gubbio reagisce e si mobilita, con una lunga lettera al produttore, Luca Bernabei (si può leggere sul sito del Comune), dai toni molto duri, firmata da: sindaco, vescovo, Confindustria Alberghi, Federalberghi, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani e operatori del centro storico (Gubbiodacentro). “Considerando i tempi orribili in cui viviamo e la crisi economica che attanaglia e deprime in particolare anche la nostra area, quanto costruito unendo sacrifici ed impegni pubblici e privati meriterebbe – è scritto nella lettera – non solo la massima attenzione, ma anche il massimo rispetto”. “Restiamo convinti – si legge ancora – che il binomio inscindibile impostosi nell’immaginario tra la Città  e le sue bellezze e le vicende di ‘Don Matteo’, non possano essere sacrificati in nome di distanze chilometriche risibili e supposte convenienze economiche”. La città  di Gubbio parla di “sconcerto e dispiacere”, ma non di rassegnazione, e si dice “fiduciosa in un ripensamento”. La Lux Vide replica che “Don Matteo non lascerà  l’Umbria, la produzione si è solo spostata qualche chilometro più in là ”. Da Spoleto per ora per savoir faire si tace, ma la bici di Terence è già  pronta, questione di giorni. (ANSA).