Tv: un boomerang gli spot in saldo

MILANO (MF-DJ)–L’offensiva sui prezzi della pubblicita’, orchestrata da Rai e Mediaset a botte di forti sconti nei primi mesi del 2013, provoca reazioni a catena. C’e’ stato il j’accuse di Sky, che condanna politiche commerciali che “arrivano a sconti del 92% sui listini pubblicitari”. Ma, scrive Italia Oggi, scendono in campo pure Cairo communication e Discovery channel, ovvero gli altri due poli televisivi che dominano la scena del piccolo schermo in Italia. Per Urbano Cairo, presidente di Cairo Communication, sono un segno di debolezza sia le politiche di sconto, sia le denunce di Sky, a cui, probabilmente, gli sconti danno fastidio. Per Andrea Castellari, direttore generale di Discovery Italia e presidente della concessionaria pubblicitaria del gruppo Discovery, “c’e’ una situazione di panico dei due big del mercato, con una reazione sbagliata che poi provoca pericolose conseguenze per tutti. Un peccato, tra l’altro, che tutto prenda il via da politiche aggressive della Rai, una azienda pubblica. Le aziende investitrici, comunque, hanno bisogno di vendere i loro prodotti, non di offerte speciali”. Piuttosto sereno l’atteggiamento di Cairo, fresco editore di La7 nonche’ storico concessionario pubblicitario, il quale sottolinea come “le accuse di Sky, probabilmente, si riferiscono a gennaio e febbraio, mesi generalmente poco importanti per la televisione. Si’, certo, febbraio, per la Rai, significa Festival di Sanremo, ma sono cinque giorni su 28. In ogni caso, se i due big fanno troppi sconti significa che non centreranno il budget; e significa pure che hanno un target che non funziona con le aziende. Gli sconti sono un segnale di debolezza, ma pure la denuncia di Sky lo e’, significa che questa politiche stanno dando fastidio alla pay tv. Mi verrebbe semplicemente da dire: e’ la concorrenza, bellezza”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Convocata per le 14:30 di oggi un’assemblea del Cdr di Rainews con Usigrai e Fnsi

Freccero: il ritorno in Rai di Grillo? Sarebbe la prova che il servizio pubblico è una tv indipendente. Oltre a lui mi piacerebbe rivedere anche Benigni, Celentano e Fiorello

Il Pd contro Ciao Darwin: casting torinese riservato a razzisti ed omofobi