A Las Vegas si scommette sull’e-mail marketing

La bella notizia per chi, come MailUp, si occupa di e-mail marketing, è che le regole italiane sulla privacy sono così restrittive che quando si lavora con clienti all’estero la strada è in discesa, perché le tecnologie usate da noi sono così sofisticate che difficilmente incontrano qualche ostacolo operativo. La notizia meno bella è che su questo fronte nel nostro Paese c’è ancora molto lavoro da fare perché i servizi che prevedono invii massicci di newsletter – MailUp ne manda 18 miliardi l’anno – non prendano la pericolosa via dello spam.
“Serve anche fare chiarezza sui limiti entro i quali noi operatori possiamo agire, sulle regole di acquisto di elenchi categorici e sull’uso delle e-mail aziendali, dopo che Mario Monti ha detto che le e-mail aziendali non devono essere considerate personali”, dice Nazzareno Gorni, ceo di MailUp, unica azienda italiana presente al recente Email Summit di Las Vegas. Una presenza facilitata anche dalla sede aperta l’anno scorso a San Francisco, dove lavorano tre persone (per altre due sono aperte le candidature).

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 437 – Marzo 2013

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