Quotidiani, non tutto è perduto

Il momento storico non è certo dei migliori per i quotidiani, in Italia come nel resto del mondo, e l’impressione dominante è che il futuro non possa che essere peggiore. Ma analizzando con profondità  il mercato si possono scovare segnali che ci portano a pensare che alcuni selezionati e illuminati editori ce la possano fare. Due editori di dimensioni rilevanti, New York Times e Financial Times, hanno imboccato la strada del rilancio ottimizzando i costi e i processi di produzione del contenuto e puntando sulla vendita del medesimo su tutte le piattaforme disponibili, tradizionali (carta) e digitali (web, mobile, tablet, eccetera). Il risultato è che questi editori sono ora profittevoli (con margini operativi nell’intorno del 15%) e hanno ridotto per la prima volta nella loro storia a meno del 50% la loro dipendenza dalla pubblicità .
Ma oltre a questi fulgidi esempi sono emerse, nel difficile contesto americano, molte altre iniziative che potrebbero ispirare anche i nostri editori.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 437 – Marzo 2013

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