L’ora dei cazzotti

È partita la guerra tra i giornalisti del Corriere della Sera e l’ad di Rcs Pietro Scott Jovane, che al quotidiano vuole tagliare 110 teste e annullare gli integrativi. Un modo per tenere a bada i grandi azionisti, inferociti all’idea di sborsare almeno 400 milioni per l’aumento di capitale.

Pietro Scott Jovane, l’amministratore delegato di Rcs MediaGroup, questa volta non cede di un passo ed è deciso a presentare al consiglio di amministrazione del 27 marzo l’avvio di azioni concrete sui costi di gestione del gruppo. Anche indirizzando senza tanti riguardi la lama della mannaia verso il core business che ancora produce grasso: la divisione Quotidiani con Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport. Una determinazione sollecitata da alcuni dei grandi soci poco disponibili a sborsare quattrini per un aumento di capitale, necessario a far rientrare Rcs nei parametri di legge dopo le perdite registrate in seguito alla svalutazione delle attività  spagnole, a finanziare il piano di riorganizzazione e a garantire risorse per il rilancio dell’editrice. Per questo servono come minimo 400 milioni di euro, a cui probabilmente seguirà  una seconda tranche intorno ai 200 milioni.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 437 – Marzo 2013

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