Editoria

25 marzo 2013 | 10:26

Editoria/ Liberal: Sconcerto per la chiusura del giornale

Comunicato sindacale della redazione

Roma, 23 mar. (TMNews) – I redattori di ‘liberal’ esprimono tutto il loro “sconcerto per una escalation che ha portato nel giro di quattro settimane alla chiusura del giornale. Seppure informati su specifiche difficoltà  finanziarie incontrate dall`azienda e legate al contributo per l`editoria, restiamo increduli di fronte a una dismissione consumata con una rapidità  senza precedenti”.
“Constatiamo – scrivono in un comunicato sindacale – con altrettanto sconcerto che tutte le rinunce compiute in questi anni sono servite a nulla. Abbiamo accettato per la prima volta nel 2010 l`attivazione dei contratti di solidarietà , e lo abbiamo fatto di fronte all`allarme per un draconiano taglio del finanziamento pubblico che poi si è rivelato infondato. In vista poi di una successiva e reale contrazione delle provvidenze abbiamo siglato un rinnovo degli ammortizzatori sociali a tassi d`applicazione insolitamente alti per la stampa quotidiana. Tutto inutile, a nulla sono valsi gli sforzi compiuti per difendere i posti di lavoro. Contrazioni del contributo ce ne sono e ce ne sono state, ma ‘liberal’ in questi anni ha potuto contare su risorse pubbliche comunque significative. Ed è altrettanto vero che negli anni scorsi sono state inspiegabilmente scartate opportunità  di ulteriori ricavi come quelle derivanti da vantaggiosi appalti per la pubblicità ”.
“In questi ultimi mesi – continuano – troppo poco è stato fatto dalla Edizioni de L`Indipendente per dare forza al progetto del quotidiano digitale. Eppure, nonostante l`inesistente campagna promozionale, in poche settimane sono stati raggiunti risultati ragguardevoli quanto a contatti giornalieri. I redattori di ‘liberal’ non hanno alcuna intenzione di abbandonare la battaglia per promuovere una politica diversa, e soprattutto il ritorno all`amore per la politica contro la cecità  dell`antipolitica.
Obiettivi che da anni coltiviamo nel segno del cattolicesimo popolare e della passione per le idee di libertà  che fanno dell`Italia un grande Paese, nonostante tutto. Se proprio una fase di questa storia editoriale deve intanto chiudersi, è il caso di chiarire che questo dovrà  essere fatto nel modo meno traumatico possibile per tutti i lavoratori dell`azienda. Non certo attraverso soluzioni come alcune di quelle proposte dall`Editore – e cioè con ammortizzatori sociali ancora più estremi – e senza le spettanze dovute. Vogliamo anche credere che la notizia di un imminente congelamento del contributo pubblico atteso per fine anno non fosse già  a disposizione dell`Editore.
Va ricordato infatti che pochi giorni fa lo stesso Editore ha formalmente proposto a tutti i dipendenti di saldare il pagamento delle spettanze solo successivamente all`arrivo del predetto contributo”.