Comunicazione

25 marzo 2013 | 15:48

Berlusconi: processi Ruby e Mediaset congelati per un mese

(ASCA) – Milano, 25 mar – Missione compiuta. I processi milanesi a carico di Silvio Berlusconi si fermano per un mese. Dopo il procedimento d’appello sui diritti tv di Mediaset, gia’ costato al leader Pdl una condanna di 4 anni per frode fiscale in primo grado e ormai giunto un soffio dalla sentenza, oggi e’ stato sospeso anche il caso Ruby, dove Berlusconi e’ imputato per concussione e prostituzione minorile. Riprendera’ il 22 aprile, due giorni dopo il processo d’Appello sui diritti tv di Mediaset, rinviato fino al 20 aprile. La carta della richiesta di trasferimento a Brescia per ‘legittimo sospetto’ nei confronti dei giudici milanesi, giocata dagli avvocati-parlamentari Niccolo’ Ghedini e Piero Longo, ha dunque sortito i risultati previsti. I processi milanesi si fermano e cosi’ Berlusconi puo’ permettersi di sedersi al tavolo delle trattative per la formazione del nuovo governo senza badare a requisitorie o possibili sentenze di condanna. Stesso discorso per l’elezione del presidente della Repubblica: calendario alla mano, le votazioni per eleggere il successore di Giorgio Napolitano al Quirinale prenderanno il via intorno a meta’ aprile. E anche in questo caso il leader del Pdl potra’ far valere tutto il suo peso politico senza avere tra i piedi grane giudiziarie. Chiedere di trasferire a Brescia i processi a carico del Cavaliere per ‘legittimo sospetto’, norma prevista dalla legge Cirami approvata nel 2002 e subito etichettata come ‘ad personam’ dalle opposizioni, si e’ dunque rivelata una strategia vincente. Ghedini e Longo hanno denunciato in Cassazione l’esistenza di clima ostile a Berlusconi da parte delle toghe milanesi. La discussione dei giudici in Ermellino e’ stata fissata per il 18 aprile. Anche se il ricorso sara’ bocciato, la ‘mossa’ permette comunque a Berlusconi di guadagnare un mese. La legge Cirami non impone infatti nessun stop dei procedimenti oggetti di ricorso per ‘legittimo sospetto’. Ma e’ evidente che, dopo il richiamo dello stesso Napolitano sulla necessita’ di garantire la partecipazione di Berlusconi a questa fase politica, i giudici milanesi hanno preferito non tirare troppo la corda: meglio rinviare tutto al dopo Cassazione piuttosto che alimentare lo scontro la politica e magistratura. E cosi’ ora Berlusconi puo’ tirare un sospiro di sollievo. Stando al calendario processuale in vigore fino a poche settimane fa, proprio oggi doveva essere il giorno della sentenza Ruby. Sabato scorso, invece, sarebbe dovuto arrivare il verdetto d’Appello dei diritti tv di Mediaset. Due bombe che i legali-parlamentari di Berlusconi hanno disinnescato. Almeno fino al 20 aprile.