Editoria

26 marzo 2013 | 10:27

EDITORIA: CHIUDE ‘LIBERAL’, A RISCHIO 15 POSTI LAVORO

(ANSA) – ROMA, 23 MAR – Da domani il quotidiano ‘Liberal’ cesserà  le pubblicazioni. Il giornale, che dal giugno 2012 ha interrotto la stampa restando solo testata online, ha in organico 12 giornalisti e 3 poligrafici che ora stanno trattando con l’azienda una soluzione. “E’ l’ultimo giorno, grazie”, è il titolo dell’articolo a firma dell’editore comparso sul sito internet del quotidiano. “Dopo 17 anni di ininterrotta presenza editoriale, Liberal è costretto a lasciare – si legge -. Caro lettore, non ce l’abbiamo fatta. La crisi dell’editoria e il perdurante, progressivo annuale calo dei contributi che colpisce il settore da ormai tre anni, rendono impossibile la tenuta di un’impresa come la nostra, nata e programmata quando i venti della crisi, sia economica che politica, non si erano ancora affacciati sulla vita collettiva del Paese. Questo è dunque l’ultimo giorno nel quale potrai leggerci”. “I redattori di Liberal esprimono tutto il loro sconcerto per una escalation che ha portato nel giro di quattro settimane alla chiusura del giornale – si legge in una nota della redazione -. Seppure informati su specifiche difficoltà  finanziarie incontrate dall’azienda e legate al contributo per l’editoria, restiamo increduli di fronte a una dismissione consumata con una rapidità  senza precedenti”. “In questi ultimi mesi troppo poco è stato fatto dalla Edizioni de L’Indipendente per dare forza al progetto del quotidiano digitale – si legge ancora -. Eppure, nonostante l’inesistente campagna promozionale, in poche settimane sono stati raggiunti risultati ragguardevoli quanto a contatti giornalieri”. “Sostenuti in questo difficile momento dalla preziosa e instancabile presenza dell’Associazione Stampa Romana – conclude la nota -, riteniamo di interpretare il sentimento di tutti i dipendenti dell’azienda nell’affermare che non ci si può arrendere professionalmente di fronte a una vicenda come questa. E ribadiamo che sarà  perseguita ogni strada possibile per tornare quanto prima a impegnarci nelle battaglie di sempre”. (ANSA).