Editoria

27 marzo 2013 | 17:02

SCUOLA:EDITORI, NESSUN ACCORDO CON PROFUMO SU LIBRI DIGITALI

(ANSA) – ROMA, 27 MAR – Nessun accordo tra il ministro Profumo e gli editori sui libri scolastici. Lo precisa l’Aie (Associazione italiana editori) che prende le distanze dal decreto ministeriale in materia di adozioni di libri di testo firmato ieri definendolo “dannoso e inapplicabile”. Il testo varato dal dicastero di viale Trastevere – spiega l’Aie in una nota – “dimostra come Profumo non abbia in alcun modo tenuto conto delle concrete obiezioni, perplessità  e osservazioni avanzate dagli editori”. Gli editori di scolastica – osserva l’Aie – “hanno sempre avuto un ruolo di primo piano nel contribuire all’innovazione della scuola. Lo hanno avuto anche nel favorire l’introduzione e l’uso delle nuove tecnologie nelle aule scolastiche, e intendono proseguire in questo senso con realismo e con la loro competenza. Proprio per questo l’Associazione Italiana Editori, in merito al recente decreto dedicato alle scelte dei testi scolastici, firmato dal ministro Profumo, tiene a precisare che il ministro stesso non ha affatto convinto gli editori della ‘bontà ’ di quanto in esso previsto”. “Le ragioni sostenute dall’Aie, molte delle quali si ritrovano nelle recenti prese di posizione delle associazioni dei genitori, non erano rivolte solo a sottolineare le gravi conseguenze che si ripercuoteranno sull’intera filiera (editori, grafici, cartai, librai, agenti, …). Gli editori hanno fatto rilevare – prosegue la nota – l’insufficienza infrastrutturale delle scuole (banda larga, WiFi, dotazioni tecnologiche, …), rappresentata, con dati e confronti molto eloquenti, poche settimane fa dall’indagine dell’Ocse, voluta dallo stesso Ministero; hanno richiamato l’attenzione per le pesanti ripercussioni sui bilanci delle famiglie, sulle quali si vogliono far ricadere i costi di acquisto delle attrezzature tecnologiche (pc, portatili, tablet, …), quelli della loro manutenzione e quelli di connessione, che nelle altre esperienze europee e degli altri paesi a ovest e a est dell’Europa sono solitamente affrontate con consistenti finanziamenti pubblici”. L’Aie ha insistito anche nel segnalare come il decreto sia “poco allineato con le indicazioni uscite dal Parlamento, volte a una maggiore gradualità  e prudenza, e rischi di limitare l’autonomia delle scuole e il principio costituzionale della libertà  dell’insegnamento”. “Infine gli editori hanno più volte fatto rilevare che le intenzioni del Ministero sembrano frutto della sola determinazione di voler favorire l’acquisto di tablet e pc e non poggiavano su alcuna seria e documentata validazione di carattere pedagogico e culturale (cosa di non poco conto se si parla di scuole e di educazione e formazione dei nostri figli); così come non risulta siano state valutate le possibili ricadute sulla salute di bambini e adolescenti esposti a un uso massiccio di devices tecnologici. Quindi – conclude la nota – non si può certo parlare di accordo tra il ministro Profumo e gli editori; anzi, la presa di distanza dell’Aie da un decreto che ritiene dannoso e inapplicabile è netta”. (ANSA).