Editoria

28 marzo 2013 | 10:05

RCS: AUMENTO 600 MLN IN DUE TRANCHES, SI’ A PIANO

VITA LASCIA CDA, TRATTA CON BANCHE LINEA DA 575 MLN

(ANSA) – MILANO, 27 MAR – Il consiglio di amministrazione di Rcs, dopo quasi cinque ore di riunione, ha deciso che l’aumento di capitale complessivo sarà  di 600 milioni entro il 2015, da realizzarsi per “almeno 400 milioni” entro luglio. Intanto il gruppo editoriale ha approvato i risultati preliminari del 2012 che vedono un margine operativo lordo sceso a 1,3 milioni (142 nel 2011), con ricavi consolidati per 1.598 milioni (1.860 nel 2011). L’aumento, ha spiegato la società , si rende necessario per “salvaguardare la continuità  aziendale”, e avrà  un “effetto diluitivo assai significativo”. La proposta di ricapitalizzazione prevede l’eliminazione del valore nominale delle azioni e la riduzione del capitale per perdite, mediante il raggruppamento delle sole azioni ordinarie. Il gruppo del Corriere della Sera non ha poi sciolto le riserve sulla trattativa per la vendita di 10 testate periodiche che, come annunciato in passato dall’a.d. Pietro Scott Jovane, in alternativa alla cessione potrebbero venire chiuse. Al termine del Cda la società  ha spiegato solamente di avere “esaminato lo stato avanzamento delle attività  di cessione degli attivi non core attualmente in corso”. Il presidente di Unicredit, Giuseppe Vita, ha intanto comunicato oggi le sue dimissioni dal consiglio di amministrazione, e secondo quanto spiegato in una intervista domani sul Corriere della Sera, ha motivato la scelta con l’impegno verso l’istituto di Piazza Cordusio a lasciare, contestualmente alla nomina alla presidenza della Banca tutte le altre cariche, con la sola eccezione del gruppo editoriale tedesco Axel Spinger (Vita è presidente). Vita ha anche sottolineato che il cammino intrapreso da Rcs verso la multimedialità  aumenta il potenziale conflitto di interesse con le cariche in Springer. Il piano Rcs prevede investimenti totali nel triennio per circa 160 milioni, con esborsi non ricorrenti per 120 milioni. Entro fine 2014, l’indebitamento netto beneficierà  di cessioni per 250 milioni circa, mentre i benefici attesi già  quest’anno dalle azioni di efficienza sono di circa 80 milioni. Il gruppo prevede per questo primo trimestre “un risultato netto in significativa perdita”. Rcs ha anche annunciato che, alla luce dell’aggravarsi della situazione di sfavorevole congiuntura generale e la profonda trasformazione dell’editoria che si riflettono significativamente sui risultati del gruppo, è necessaria una rapida implementazione del piano approvato a dicembre. Ha così aggiornato il piano stesso per circa 250 milioni di euro dovuti al deconsolidamento di Dada e alla cessione di attivi non strategici. Quanto alla prima tranche dell’aumento di capitale per almeno 400 milioni, Rcs prevede che l’offerta possa avere inizio nel primo semestre di questo esercizio per concludersi nel mese di luglio. Ai soci verrà  chiesta la delega per un aumento di capitale da effettuarsi entro il 31 dicembre 2015 di un ammontare ulteriore e fino a un massimo di 600 milioni, comprensivi della prima tranche. Rcs ha poi esaminato in Cda l’avanzamento dei negoziati con le banche per rifinanziare il debito in scadenza. E’ previsto un finanziamento a medio termine per un importo complessivo di 575 milioni di euro, in tre linee di credito. L’erogazione del finanziamento sarà  subordinata all’esecuzione della prima tranche di aumento. Una linea di credito con scadenza a tre anni, in particolare, verrà  rimborsata con parte dei proventi delle dismissioni.(ANSA).